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L’addio di Fiorano alla piccola Angela morta in un cassonetto

L’addio di Fiorano alla piccola Angela morta in un cassonetto

Il sindaco ha onorato la neonata trovata quattro anni fa «Davanti a simile tragedie occorre che tutti riflettano»

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FIORANO La piccola Angela da ieri riposa nel camposanto fioranese. Sono passati quattro anni da quel tragico giorno in cui le venne tolto il diritto di vivere ma il Comune e la stessa comunità fioranese non l’hanno mai dimenticata...

Per questo l’amministrazione comunale, nella persona del sindaco Francesco Tosi, ha onorato ieri mattina la morte di Angela Ogunseri, neonata trovata in un cassonetto dei rifiuti a Fiorano il 31 gennaio del 2016, con una sobria cerimonia funebre.

La piccola, avvolta in alcuni stracci, venne abbandonata a seguito di un parto prematuro, avuto luogo in un appartamento poco distante dal contenitore dei rifiuti, a Spezzano. La madre ventiduenne, di origini nigeriane, si recò subito dopo al policlinico di Modena dove confessò l’accaduto in stato di choc, con il cordone ombelicale appena reciso e sanguinante.

Soltanto pochi mesi fa la Procura ha concesso il nullaosta per il dissequestro della salma, a chiusura delle indagini, consentendo il funerale e la sepoltura. Il Comune di Fiorano si è così preso carico delle spese dei funerali, e dopo la benedizione del parroco Don Antonio Lumare è stata sepolta nel cimitero cittadino.

«Ho voluto essere presente a questo triste momento – spiega il sindaco Tosi – per testimoniare il dolore di una comunità e al tempo stesso per dare un segno di rispetto nei confronti di una innocente creatura, la cui nascita ha visto l’amore sostituito da un gesto di disumanità disperata. Angela oggi avrebbe 4 anni e mezzo. Il suo corpicino è stato oggi sepolto in assenza della mamma, che ho fatto cercare ma senza risultato. Personalmente, fin da piccolo sono abituato a condannare il "peccato", non il "peccatore". Anzi, davanti a tragedie simili, capaci di mettere in dubbio la presenza del più piccolo senso di umanità, dobbiamo riflettere sulla responsabilità indiretta di ciascuno di noi e delle Istituzioni. Il degrado sociale, da cui può derivare anche quello etico, non è mai confinato alla sfera individuale, ma si collega a responsabilità e a omissioni diffuse. Non siamo colpevoli, ma responsabili sì. Oggi per me - ha concluso commosso il sindaco fioranese - è doppiamente giorno di lutto e motivo di profonda riflessione». —

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