Gazzetta di Modena

Modena

Un terzo delle Pmi in cassa integrazione e soffre il tessile

Un sondaggio di Lapam Confartigianato su un campione di 3.473 aziende locali 

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numeri pesanti

Da un sondaggio di Lapam Confartigianato di Modena e Reggio Emilia su un campione di 3.473 Pmi locali (30mila dipendenti) emergono due elementi significativi: da una parte circa un terzo delle aziende continua a dovere fare ricorso alla cassa integrazione per fare fronte alle difficoltà determinate dalla pandemia e dall’altra l’area geografica più colpita da questo punto di vista è quella del distretto carpigiano, dove il settore del tessile abbigliamento continua a soffrire più di altri.

Resta infatti alta, ma in netto calo, la quota di piccole imprese modenesi che hanno chiesto di accedere agli ammortizzatori sociali a maggio: il 34,7% delle imprese analizzate dal campione Lapam, comunque in calo del 38,6% rispetto a maggio. La richiesta di ammortizzatori in giugno comprende un totale di 8.069 dipendenti. Queste le principali evidenze. Il 53,2% dei datori di lavoro del campione che hanno presentato domanda ha fino a 5 dipendenti, il 22,1% ha da 6 a 10 dipendenti, il 12,9% ha 11-20 dipendenti, l’8,2% ha 21-50 dipendenti e il 3,6% ne ha oltre 50. Gli 8.069 dipendenti del campione di imprese per i quali è stato richiesto a giugno l’uso di ammortizzatori sociali sono per il 51,6% operai, pari a 4.164. Per il 40,3% si tratta di impiegati, pari a 3.252 persone. Il territorio è Carpi davanti a tutti con il 41,3% dei dipendenti che lavorano in imprese situate nel Comune, Seguono Medolla, Fiorano e Bomporto rispettivamente con il 39,4%, il 37,2% e il 37% dei dipendenti, mentre Maranello si attesta sul 36,3%.

«Le richieste calano – dice il segretario Lapam, Carlo Alberto Rossi – ma i numeri restano significativi. I dati evidenziano come le scuole materne siano in grandissima difficoltà: queste sono imprese, per quanto atipiche. I contributi statali promessi dovranno arrivare in fretta. L’altro comparto che ci preoccupa moltissimo è quello del tessile-abbigliamento, più esposto di altri alla crisi e in grande affanno». —

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