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Al Jazz Festival di Modena Jimmy Villotti e Pontrandolfo in concerto

Al Jazz Festival di Modena Jimmy Villotti e Pontrandolfo in concerto

Questa sera sul palco dei Giardini Ducali il grande chitarrista e il sassofonista “bolognesi”

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MODENA. Un quartetto d’eccezione è il protagonista della seconda serata del Modena Jazz Festival 2020 che si svolge, a ingresso gratuito su prenotazione, alle 21 di oggi ai Giardini Ducali di Modena. Il concerto, a cura degli Amici del Jazz, vede protagonisti il sassofonista Valerio Pontrandolfo e il chitarrista Jimmy Villotti, accompagnati da un’affiatata sezione ritmica formata da Luca Pisani al contrabbasso e Massimo Chiarella alla batteria.

Forti di una collaborazione artistica ventennale, i due musicisti propongono standard della musica jazz tratti dal repertorio del Great American Songbook (Cole Porter, Richard Rodgers, Irving Berlin, George Gershwin, Jerome Kern) e dai grandi classici di Thelonious Monk, Bud Powell, Lee Morgan, Miles Davis e John Coltrane. Il concerto si svolge nell’ambito dei “Giardini d’Estate” a cura di Ert, nell’Estate modenese del Comune, con sostegno di Fondazione di Modena e Gruppo Hera. Posti contingentati numerati e prenotazione obbligatoria via e-mail (biglietteria@emiliaromagnateatro.com) o, in caso di disponibilità, anche al botteghino ai Giardini Ducali (da un’ora prima dello spettacolo).

Jimmy Villotti, chitarrista, è un’istituzione nella musica bolognese e nazionale. Studia giovanissimo pianoforte e chitarra. Nel 1963 viene chiamato dai Meteors, coi quali incide due lp pubblicati dalla RCA e con cui accompagna Gianni Morandi. Suona poi con gruppi beat e negli anni Settanta forma con Fio Zanotti il gruppo di rock progressivo Jimmy M.E.C. e comincia a collaborare come session man con artisti come Augusto Martelli (1974) e Andrea Mingardi (1977). Nel 1978 compone l'opera rock Giulio Cesare, con trenta elementi d'orchestra, numerosi coristi e cantanti. Negli anni seguenti produce “Pesissimo!” degli Skiantos e “Marginal Tango” di Flaco Biondini, e si dedica a collaborazioni con artisti come Lucio Dalla, Francesco Guccini, Claudio Lolli, Sergio Endrigo, Ornella Vanoni, Luca Carboni, Gianni Morandi, Stadio, e Paolo Conte. Musicista geniale, la scelta del jazz l’ha allontanato dai circuiti più commerciali portandolo ad abbracciare un modo di intendere la vita fatto di quotidiano esercizio, studio e sperimentazione. Negli ultimi anni il suo estro creativo si è rivolto alla scrittura, dedicata al racconto romanzato di sé e della sua Bologna, come in “Oringhen”, libro che si fregia dei disegni di Sergio Staino e racconta l’arte del vivere la notte, tra locali, bar, dancing e sale biliardi, nella spensieratezza, la voglia di ridere e la naturale comicità che animava gli incontri con i protagonisti del mondo musicale bolognese negli Anni ‘60.

Valerio Pontrandolfo, bolognese d'adozione, ha conosciuto a Bologna il suo mentore Steve Grossman, col quale ha fatto parte del Two Tenors Quintet per sette anni, partecipando a molti tra i più importanti festival europei. Nel 2003 consegue il diploma in Musica Jazz al conservatorio Martini a Bologna. La sua attività concertistica lo vede al fianco di musicisti di fama internazionale. —

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