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il lutto 

La madre disperata «Lasciatemi nel dolore»

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«Lasciatemi nel mio dolore. Non riesco a parlare con nessuno di quello che è successo. È stata una disgrazia».

Il viso smagrito della mamma di Amir si affaccia solo per un attimo dalla porta di casa quando sente bussare e poi chiude subito dopo. Anche i vicini di casa camminano in punta di piedi nei corridoi bui e silenziosi. Non vogliono disturbare.

Eppure in quel condominio diventato uno dei simboli del degrado, le differenze tra gli immigrati sono annullate dalla volontà di restare a fianco di una famiglia già colpita da un’altra sciagura. Pochi anni fa infatti, subito dopo la nascita si è spenta per malattia un’altra sorellina, pure lei sepolta nel cimitero di S.Marino. «Non ci voleva proprio quest’altra disgrazia» dice scappando via una vicina. Dal primo all’ultimo, arrivati da Marocco, Algeria, Tunisia, Pakistan e Bangladesh, sono tutti vicini alla famiglia Dahmane. Sono arrivati a Carpi da Meknès per una nuova vita e ora devono fare i conti con il dolore più grande. —

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