Differenziata: Modena migliora ma la sufficienza resta lontana
Con il 64,3% è dietro agli altri capoluoghi di provincia dell’Emilia-Romagna Il dato 2019 aumenta di poco se si considerano i numeri registrati nel 2018
In Emilia-Romagna la raccolta differenziata arriva al 71%. Il dato è in crescita, ma ancora sotto la media della provincia di Modena che, secondo i dati forniti dalla Regione per il 2019, si consolida a 72,9%. Interessante, a questo punto, il raffronto tra un Comune e l’altro. Le curiosità non mancano come, per esempio, le consuete differenze tra le percentuali della montagna e quelle della pianura. San Possidonio (94,9%) si conferma tra le migliori realtà in provincia. Da segnalare, perché distanziate di pochissimi punti, ci sono Camposanto (94,8%), Medolla (94,8) e Bastiglia (94,2%). Quindi Modena (64,3%) che, rispetto agli altri capoluoghi di provincia, soffre ed è decisamente sotto le medie di provincia e regione. Una differenza che, indubbiamente, salta subito all’occhio. Tuttavia, si vedrà analizzando a fondo la questione, per la città gialloblù non saranno solamente cattive notizie.
La fotografia fornita dalla Regione che conta 132 Comuni - il 40% del totale - è già oltre gli obiettivi fissati al 2020 dal Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr). Al traguardo con un anno di anticipo ben quattro capoluoghi di provincia, tutti collocati sopra il target del 70%: Ferrara al 86,2%, seguita da Reggio Emilia con l’83,1%, Parma all’81,5% e Forlì al 74,2%. Incrementi si registrano anche nelle altre province: Rimini con il 69,7% di differenziata (+3,1%), Bologna col 65,7% (+1,9%), Forlì-Cesena col 65% - con l’incremento più elevato, dell’8,3% sul 2018 - e Ravenna col 59,3% (+3,5). Ben lontana dal primato, come detto, Modena che dovrà “faticare” ancora per risalire la graduatoria. Allo stesso tempo, però, anche sotto la Ghirlandina bisogna registrare un incremento, seppur minimo: da 63,8% del 2018 al 64,3% attuale. Resta, comunque, la distanza da quasi tutte le “cugine” emiliane che, chi più chi meno, viaggiano per ora a ritmi più elevati di raccolta differenziata. Sempre in città, andando a fondo nei dati, sono stai prodotti 134.276.725 chili di rifiuti urbani, mentre nel report targato 2018 avevano raggiunto quota inferiore, per la precisione 133.947.928 chili. Ergo: maggiore quantità di rifiuti nel 2019, ma migliore percentuale di differenziata. Un buon punto di partenza per cercare di guardare il bicchiere mezzo pieno.
Gli altri maggiori centri del nostro territorio, invece, hanno fatto registrare queste percentuali: Carpi (86,2%), Sassuolo (67,2%), Castelfranco (89,5%) e Formigine (71,4%). Pavullo, cuore della montagna, è al 56,4%.
Quindi le medie delle provincie con quella modenese (72,9%) che si trova al quarto posto su nove. Al comando ci sono i “cugini” di oltre-Secchia di Reggio (80,6% ), seguiti da Parma (78,5% ) e a stretto giro da Ferrara (77,5% ), poi appunto Modena. Chiudono il plotone Piacenza (70,2%), Rimini (69,7%), Bologna (65,7%), Forli-Cesena (65,0%) e Ravenna (59,3%).
Un mix di risultati che ha portato la Regione al 71% di differenziata con una crescita del 3% in questo 2019. Risultato, questo, accolto con grande soddisfazione dal governatore Stefano Bonaccini e dall’assessore all’ambiente Irene Priolo: «Con un anno di anticipo siamo a un passo dagli obiettivi fissati per il 2020, soglia già superata in 132 Comuni. Grande risultato che nasce da un lavoro condiviso e dall’impegno quotidiano dei cittadini. I dati dei singoli Comuni in ogni provincia. Il 2019 - continuano in coro - si è chiuso con numeri record che portano l’Emilia-Romagna sul podio delle Regioni più virtuose a livello nazionale. Un risultato decisamente importante per la nostra grande comunità». —
e.b.
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