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l’intervista 

L’esperta Pina Scafidi: «Tiriamo fuori il meglio per il bimbo e la classe»

Paola Ducci

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«Nella riprogettazione che si sta facendo per ripartire a settembre in presenza anche gli insegnanti di sostegno stanno rivedendo le modalità del loro intervento», spiega Pina Scafidi, insegnante di sostegno alla scuola primaria che da diversi anni riveste la funzione strumentale dell’inclusione presso IC9 di Modena.

«Il mio ruolo è quello di coordinare tutti gli insegnanti di sostegno dell’istituto - continua la Scafidi – in questi giorni stiamo lavorando con fiducia per ripartire al meglio, nonostante tante perplessità che sicuramente risolveremo in itinere a settembre, con l'obiettivo primario di ripartire in presenza per recuperare la socialità smarrita in questi mesi. Nonostante le difficoltà non li abbiamo mai abbandonati».

Ma quale è il ruolo dell’insegnante di sostegno oggi? «Visto l’aumento di bambini con bisogni speciali – spiega la Scafidi – è un ruolo fondamentale e indispensabile sul quale è necessario investire risorse. L’insegnante di sostegno è promotore dell’integrazione, ha il compiuto di progettare e programmare azioni formative specifiche mirate a favorire una educazione inclusiva che favoriscano la riduzione dei bisogni speciali che il bambino ha. In questo però non va mai perso di vista il benessere comune di tutti gli altri ragazzini del gruppo classe. L’insegnante di sostegno deve essere in grado di far emergere le potenzialità che questi bambini hanno in quanto non è positivo solo per il bambino stesso ma lo è anche per l’intero gruppo classe. Tutto questo – conclude la maestra Scafidi – va fatto attivando una rete di relazioni sinergiche tra la dirigenza scolastica, gli insegnati curricolari, gli educatori e le famiglie». —



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