Gazzetta di Modena

Modena

Viale Italia a senso unico 

Spilamberto, la rivoluzione della viabilità divide il paese e accende lo scontro politico

Saverio Cioce

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SPILAMBERTO

«La viabilità di viale Italia sarà stravolta, con un senso unico che nelle intenzioni dichiarate da sindaco e giunta dovrebbe alleggerire il traffico su via Vignolese. È una necessità che vedono solo loro. Ma noi vorremmo sapere chi ci guadagna e perchè, visto che verrà danneggiata la vita quotidiana e la sicurezza stradale di tutto il quartiere Fondo Bosco. E con la scusa di una ciclabile inutile temiamo che un centinaio di alberi d’alto fusto siano a rischio. Sempre che non si riesca a fermarli per tempo, s’intende».

In quattro punti Maurizio Forte, capogruppo leghista in consiglio comunale, riassume la contestazione su quella che in Comune definiscono informalmente come una “rivoluzione viaria”. Il progetto in gestazione prevede l’eliminazione del doppio senso di marcia in viale Italia, per sostituirlo con un senso unico che dovrebbe incanalare le vetture in un’unica direzione verso Santa Liberata, là dove è prevista una rotatoria. Una scelta che manda in fibrillazione gli abitanti del quartiere. Il traffico in entrata finirebbe nelle piccole vie di un quartiere residenziale, dove non è mai stato ipotizzato un traffico di scorrimento. «Per quel che riguarda la rotatoria – ribadisce Forte – la giunta non ha minimamente considerato due aspetti. La fase finale di via Malatesta, che è una pericolosissima chicane, con decine di incidenti, e il fatto che moltissimo traffico si riverserebbe su viale Marconi e su via del Carmine. Sono entrambe a doppio senso e con la prima che è ben più stretta di viale Italia, con aumento del traffico all'incrocio Via Pace/Via Quartieri, uno dei due accessi al centro, altro incrocio già molto pericoloso».

La sola ipotesi di abbattere i tigli che fanno dell’attuale strada un’arteria ombreggiata crea uno scontento popolare trasversale agli schieramenti politici. La conferma indiretta arrivò dallo stesso Costantini che alla vigilia delle amministrative si affrettò a smentire l’abbattimento dei tigli. E fece distribuire un volantino in cui spiegava l’accaduto, bollando come infondate le ipotesi di taglio degli alberi. «È vero - scriveva nell’estate 2019 - che è stato fatto un appalto nel 2018 per la creazione di un percorso ciclopedonale. Abbiamo agito in tempi stretti per non perdere finanziamenti nazionali; in quel momento non ho problemi ad ammettere che si pensava ad un senso unico. Al contempo però si stava analizzando la viabilità del quartiere più popoloso di Spilamberto e abbiamo pensato che prima di istituire il senso unico, ci fosse la necessità di rendere sicuro l'incrocio Vignolese/Santa Liberata. È per questo motivo che il cantiere è stato rimandato nei tempi, è stata affidata la progettazione di una rotonda all'incrocio della Vignolese con Santa Liberata, ed è stata messa allo studio una variante all'attuale progetto al fine di mantenere il doppio senso su Viale Italia almeno finchè non sarà realizzata tale rotonda. Inoltre su viale Italia il progetto non prevede assolutamente l'abbattimento di alberature: questa è stata un'altra voce falsa girata in questi ultimi tempi. Quando avremo la rotonda tra Vignolese/Santa Liberata, potremo dar seguito alla possibilità di realizzare il senso unico di Viale Italia».

«Le biciclette in quel tratto si contano su una mano - rincara la dose Forte - E ci sono pure tre ciclabili vicine. Ma i cantieri si fanno per rispondere a necessità reali o per acchiappare dei fondi e basta? Costantini sa che da Fondo Bosco gli spilambertesi vanno in centro solo per le passeggiate o un gelato? In realtà il traffico è concentrato soprattutto verso i luoghi di lavoro, all’esterno di un paese che ha un centro storico grande come un fazzoletto. Fabbriche, uffici e attività commerciali sono tutte fuori». —

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