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FINALE 

Altro guaio per il Maf Tubo antincendio va ko e l’edificio si allaga

F.d.

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FINALE

La verità talvolta sconfina nella leggenda: ne è la prova la gestione tecnologica del Maf (la biblioteca comunale e non solo) di viale della Rinascita, uno degli edifici realizzati nel periodo post terremoto. Si narra infatti che Maurizio Boetti, in quel momento presidente del Consiglio, fosse l’unico deputato a gestire il calore nella struttura e se qualcuno voleva qualche grado in più nel periodo invernale doveva chiedere espressamente l’autorizzazione all’esponente leghista e poi di Libera Scelta. Il Maf rimane però uno stabile complesso e nato male (qualcuno ora ricorda i buchi sul tetto nel momento di installare il fotovoltaico), bandito dalla Regione e assegnato ad un’impresa ormai sull’orlo del fallimento. Eppure in viale della Rinascita si sono trasferiti importanti servizi ai cittadini: la biblioteca “Pederiali”, l’ufficio Scuola, l’ufficio Cultura, tutto il mondo dei Servizi sociali e la segreteria, compreso l’ufficio del segretario generale Marco Carapezzi e l’aula del Consiglio comunale. Ieri mattina, però, gran parte del personale non è potuta entrare in servizio all’orario stabilito. Colpa della rottura di un tubo dell’antincendio che ha riversato al primo piano migliaia di litri d’acqua, allagando la zona dei Servizi sociali e della Segreteria. Ma la subdola infiltrazione ha trovato una via di uscita anche verso la zona dell’archivio, custodito nella biblioteca: da un sopralluogo risultano bagnate solo alcune copertine di plastica mentre la parte storica, con documenti che vanno dal ‘500 in avanti, si è totalmente salvata. Andranno invece sistemati i controsoffitti del Maf, imbibiti di acqua mentre andranno analizzate le procedure di controllo. La rottura è infatti stata scoperta ieri mattina, poco prima delle 8, dai primi addetti e dall’assessore alla Cultura, Gianluca Borgatti. Dal soffitto scendeva copiosa l’acqua, quasi fosse una cascata. E’ scattata la richiesta di intervento e sul posto si sono portati sia i vigili del fuoco di San Felice sia i carabinieri di Finale. È stato fatto intervenire anche il funzionario dei Lavori pubblici, Francesco Alberti per dare supporto all’intervento di messa in sicurezza visto che all’ufficio guidato dall’architetto è deputata la conoscenza e la verifica degli impianti. Sarà importante capire da quanto tempo fosse in atto la perdita, anche se – a quanto si apprende – non esiste un sistema di allarme in grado di avvertire eventuali referenti dell’innesco del sistema antincendio. — F.d.

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