Lamentele da “Oreste” «Siamo murati dentro»
In pochi si dicono contrari alla manifestazione, c’è chi pone problemi per il proprio locale, come Mario Mosca dello storico ristorante
contrari
«Siamo murati dentro». Tre termini, una distanza abissale. Mario Mosca è il maître del ristorante Oreste. L’attività è la più distante dal palco in piazza Roma. La distanza fisica esprime una distanza di giudizi da altri esercenti della zona. Una distanza che prosegue nel divario di età tra i clienti abituali e il popolo di Radio Bruno Estate. «Abbiamo un tipo di clientela molto diverso - riconosce Mosca - perché non abbiamo ragazzini. Sono più i clienti che hanno disdetto rispetto a coloro che hanno prenotato». Mentre parla, un’assistente di sala allestisce gli spazi all’esterno. L’estensione maggiore rispetto a un recente passato rappresenta l’unico motivo per sorridere ieri sera per l’esercente. «In un periodo normale saremmo arrivati alla prima colonna - spiega l’esercente, indicando il “vecchio” confine - mentre per fortuna gli spazi sono stati allargati». Merito della decisione comunale di concedere spazi extra a commercianti già segnati dalla crisi legata alla diffusione del Coronavirus. Tantissime attività stanno facendo i conti con la pandemia. Aver potuto aprire e allargare gli spazi rappresenta sicuramente un motivo per poter bene sperare. «Con lo spazio in più stiamo lavorando molto - concede Mosca - per cui possiamo dire che nel male c’è andata bene». Riportando l’attenzione al concerto, il bicchiere torna invece a essere mezzo vuoto. A voler essere precisi, forse è proprio vuoto del tutto. «A noi fanno più danno che guadagno», la posizione inequivocabile dell’esercente. L’elenco delle criticità non è ancora esaurito. Mosca pone l’accento sulla «musica forte, con cui non si sente niente stando al tavolino». L’esercente insiste sulla prospettiva dal locale. Il palco distante non è l’unica criticità. «Con le macchine delle forze dell’ordine davanti si vedrà poco», garantisce Mosca. —
G.F.
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