Sgominata banda di spacciatori: 19 arresti
Il gruppo di 30enni e 40enni, scoperto dai carabinieri, gestiva la piazza con organizzazione capillare e linguaggio in codice
Castelfranco
Il cerchio si è finalmente chiuso e dopo due anni dalle indagini, sono scattate le manette ai polsi di chi aveva creato a Castelfranco, e non solo, una ramificata e redditizia rete di spaccio di cocaina, hascisc e marijuana.
Diciannove le misure cautelari, richieste dal sostituto procuratore Giuseppe Amara e convalidate dal Gip del Tribunale di Modena, e messe in atto ieri dai carabinieri. Undici sono andate “a segno” e riguardano per la maggior parte marocchini dai 30 ai 40 anni, poi ci sono alcuni tunisini ed albanesi. Altre otto persone sono tuttora ricercate.
Nella mattinata di ieri infatti è stato effettuato il blitz dei carabinieri relativo alla “operazione Motore”, un nome scelto non a caso perché “motore”, così come “amica”, “giochino”, “un fratello grosso”, “chiave piccola”, “carica batterie”, “casello grande” erano e parole segnale, le password che, durante le conversazioni telefoniche, apparivano nei discorsi volutamente fuorvianti tra spacciatori e clienti. Bastava inserire uno di quei termini nel discorso ed ecco che l’affare e l'appuntamento per la vendita erano già pianificati. E di cessioni in questo modo, nell’arco di tempo che va dal marzo del 2107, i militari della tenenza di Castelfranco, coadiuvato dai colleghi dell’ispettorato del lavoro, ne hanno raccolte, documentate e messe agli atti almeno un centinaio.
Il modus operandi era semplice, tipico di gruppi che si basano sullo spaccio di strada per fare i loro affari: lo scambio delle dosi di cocaina, marijuana e hascisc avveniva, a seconda delle circostanze, come ha spiegato il maggiore Vito Ristallo comandante della Compagnia carabinieri di Modena, nei pressi dei parchi e delle aree verdi di Castelfranco, così come davanti a negozi o locali. Non solo Castelfranco però, anche se vi si concentrava il grosso delle attività: gli spacciatori riuscivano a soddisfare clienti modenesi, bolognesi e reggiani, con anche puntate in quel di Verbania, al nord, nel Bergamasco.
Sono cinque le custodie cautelari in carcere effettuate, una persona è agli arresti domiciliari e altri cinque hanno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: questi 11 così come altri otto non ancora raggiunti dai provvedimenti sono tutti responsabili, anche in concorso tra loro, dei reati di detenzione e spaccio di droga. Quanto ai clienti, sono ben 87 gli acquirenti che sono stati identificati e segnalati alla prefettura.
Ma i controlli, i blitz, le intercettazioni e i pedinamenti, nel corso degli anni, avevano già portato all’arresto in flagranza di reato di ulteriori 14 persone, alla denuncia di quattro spacciatori, alla segnalazione al Prefetto di 11 assuntori e di sequestrare complessivamente oltre due etti di cocaina, 1 chilo e 800 grammi di hascisc e di un chilo e 700 grammi circa di marijuana.
Ma non è finita. Durante le varie investigazioni, i carabinieri della Tenenza di Castelfranco hanno scoperto come uno degli indagati fosse l’autore non solo di numerosi episodi di spaccio ma anche di almeno tre furti. Saccheggi messi a segno in tre appartamenti a Castelfranco e che gli avevano fruttato un bottino complessivo di circa ottomila euro, tra oro, gioielli e contanti. —
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