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pista di Marzaglia  

Un “chilometro lanciato” per il futuro dell’automotive

Stefano Luppi
Un “chilometro lanciato” per il futuro dell’automotive

Il gotha della Motor Valley alla presentazione del nuovo progetto per l’autodromo Domenicali (Ducati): «Senza innovazione il nostro territorio è destinato a morire»

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Regione Emilia Romagna permettendo e Soprintendenza evidentemente informata della novità, partiranno tra fine anno e prime settimane del 2021 i lavori per la costruzione del cosiddetto “chilometro lanciato”. Si tratta di un nuovo tratto di strada a completamento dell’autodromo di Marzaglia realizzato nel 2011 su terreno comunale concesso in diritto di superficie, un nuovo pezzo d’asfalto necessario a far fare il salto di qualità alla infrastruttura già molto utilizzata anche dopo la riapertura post Covid. I responsabili dell’autodromo prevedono poi che dall’estate l’allungamento del tracciato sarà completato e quindi utilizzabile. Ieri c’è stato un appuntamento, “Il nuovo Autodromo di Modena”, che in realtà si è trasformato in un convegno dedicato all’autodromo e soprattutto al futuro, anch’esso pieno di incognite, del settore dell’automotive.

Un tema cruciale per la nostra città e per i numerosi marchi della Motor Valley con, ha ricordato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, «aziende notissime come Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati e molte altre note nel mondo in appena 40 chilometri quadrati al centro della nostra regione». Insieme al primo cittadino e al padrone di casa Livio Grassi, socio di riferimento della “Aeroautodromo c’era il gotha della politica e della economia emiliane: l’assessore regionale Vincenzo Colla (Sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione), il presidente di Motor Valley Claudio Domenicali, ad di Ducati moto, il rettore di Unimore Carlo Adolfo Porro, il numero uno di Lamborghini Stefano Domenicali e Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia). L’occasione era appunto il nuovo chilometro con doppio rettilineo ad anello, ma soprattutto visto come metafora del (tanto) che c’è da fare. Il presidente Grassi spiega che «la Formula 1 non arriverà a Modena, in regione abbiamo già due impianti per essa, mentre differente è il discorso per la Formula E che è nel nostro dna visto che il futuro è dell’ibrido, dell’elettrico, dell’idrogeno e di chissà che altro. Siamo in un crocevia per il nostro territorio e occorre progredire». Domenicali di Ducati è stato tranchant: «Senza innovazione non ci sarà futuro e il nostro territorio, anzi l’Italia destinata a passare da 60 a 30 milioni di abitanti quindi a dimezzare il Pil, è destinato a morire. Occorre fermare il declino e per farlo è utile radicare le aziende mentre ce ne sono certe che hanno la residenza fiscale da una parte, quella legale da un’altra…». L’assessore Colla infine ha parlato di un «new deal per le imprese e la conoscenza» mentre il rettore Porro ha ricordato che «l’automotive attiva settori anche come gli aspetti giuridici e ambientali, dobbiamo lavorare insieme perché il mondo ci chiede di progredire». Domenicali di Lamborghini e Caiumi hanno infine ricordato la situazione dello storico marchio e il difficile momento delle imprese, soprattutto per quanto riguarda l’export. Senza scordare quel che resta da fare, per tornare all’autodromo. Dai miglioramenti stradali e ciclabili per raggiungerlo, agli interventi di miglioramento ambientale come il rimboschimento delle aree verdi con la creazione di un bosco autoctono e di nuove siepi, monitoraggio delle emissioni in atmosfera e delle acque sotterranee e superficiali, fino allo stoccaggio dei rifiuti. Attività queste ultime che saranno possibili grazie a un protocollo con il Ministero dell’ambiente. —

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