Gazzetta di Modena

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finale 

Allagamento del Maf Traslocati gli uffici e allarme inascoltato

F.d..

Segnalazione ma per 24 ore nessuno ha controllato Danni gravi alla struttura e documenti storici a rischio  

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FINALE

La rottura del tubo dell’antincendio del Maf ha provocato una situazione ancora più grave di quella inizialmente ipotizzata. Tutta l’area degli uffici comunali è stata interdetta al personale con i Servizi sociali che ieri hanno accolto i cittadini in biblioteca - ora chiusa per l’emergenza - e il resto dei servizi di fatto impossibilitati ad operare perché con i pc fuori uso. In mattinata alcuni tecnici hanno effettuato un controllo sulle controsoffittature, completamente imbibite di acqua e ormai marce: servirà un imponente restyling che costerà diversi soldi pubblici a causa di 24 ore di perdita ininterrotta. Ma l’acqua non ha ancora terminato il proprio subdolo giro: nell’archivio storico, ad esempio, continua a cadere dal soffitto mettendo a rischio la più importante collezione documentale della città. Le bibliotecarie e alcune volontarie già da lunedì pomeriggio e per tutta la giornata di ieri hanno provato a mettere in salvo i documenti, procedendo a distribuirli a terra, inserendo carta assorbente tra i fogli e tentando una missione disperata di asciugatura. Ora dovrà scendere in campo anche la Sovrintendenza archivista per dare informazioni e consulenze necessarie a scongiurare un disastro di proporzioni al momento non quantificabili.La rottura del tubo è avvenuta domenica mattina quando un cittadino ha segnalato alla polizia locale il rumore continuo e fastidioso delle pompe che “tiravano” acqua. Ma quella segnalazione, avvenuta quasi 24 ore prima della scoperta fatta lunedì alle 8, non ha avuto seguito perché il resto della catena di comando pubblica - politica e tecnica - non ha raccolto nell’immediato l’allarme e nemmeno si è premurata di farlo nelle ore successive. E a proposito di allarme non recapitato attraverso le più comuni tecnologie, come può essere una segnalazione automatica sul telefono di servizio: nessuno del Comune e dell’ufficio Lavori Pubblici è di fatto reperibile e quindi i sopralluoghi d’urgenza divengono pressoché impossibili. Non a caso lunedì, prendendo coscienza dello stallo comunale, sono stati fatti intervenire i vigili del fuoco che hanno sfondato la porta della centrale perché nessuno dei dipendenti municipali e del funzionario dell’ufficio Manutenzioni aveva le chiavi mentre la Protezione Civile ha recapitato macchinari per vuotare la tromba dell’ascensore già piena di acqua. —F.d..

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