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Lugli: «La Fmav è già pronta a decollare Un ad con esperienza potrà solo giovare»

S.L.
Lugli: «La Fmav è già pronta a decollare Un ad con esperienza potrà solo giovare»

Il presidente di Fondazione Modena Arti Visive sull’ipotesi di un incarico a Massimo Mezzetti 

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L’intervista

«Io lavoro sempre per migliorare la nostra organizzazione - spiega Gino Lugli, presidente di Fondazione Modena arti visive Fmav - e i tre responsabili di area che abbiamo appena nominato stanno lavorando con entusiasmo. Ci hanno presentato un ottimo progetto espositivo che a tempo debito divulgheremo. Penso però che avere qualcuno di esperienza, come consulente o amministratore delegato, sia un grande valore aggiunto per Fmav».

Il presidente Lugli - voluto fortemente nel 2017 dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli a capo della nuova istituzione che riunisce Civica, Figurina e Fotografia della Fondazione di Modena - non pronuncia mai il nome di Massimo Mezzetti in questa chiaccherata.

Questo perché il suo nome ancora non è ufficializzato in un ruolo tecnico nella cultura modenese, dopo il lavoro in queste ultime settimane in tal senso operato dal governatore Bonaccini, dall’assessore alla cultura Andrea Bortolamasi, dal sindaco di Modena e dai vertici di Fondazione di Modena. L’ex assessore regionale, a meno di clamorosi risvolti, dovrebbe comunque entrare nella fondazione artistica con un ruolo appunto di “consulente”. Gli accordi con il sindaco, come ieri lo stesso Mezzetti ha detto alla Gazzetta di Modena, erano per un suo ruolo di amministratore delegato dell’ente. Successivamente i due consiglieri nominati dal Comune nel cda di Fmav avrebbero cambiato idea rispetto agli accordi e quindi quel ruolo decisamente più di rilievo al momento pare sfumato per un incarico più “sfumato”.

«Sono abituato - continua il presidente Lugli - a parlare solo con i fatti, benché non si abbia nulla da nascondere qui, e ancora dobbiamo deliberare in consiglio. Io non mi occupo di politica e posso anticipare che qualsiasi apporto dentro Fmav sarà utile: dal punto di vista operativo il nostro triumvirato di responsabili funziona. Ma c’è lo spazio per le relazioni istituzionali, relazioni di più ampio respiro che sostengano la nostra struttura operativa. L’amministratore delegato di Fmav? Non sarebbe una cattiva idea, non è un ruolo operativo, ma appunto di indirizzo e le istituzioni culturali non sono abituate all’amministratore delegato».

Gino Lugli riflette e spiega: «Non sono stati facili gli inizi della fondazione anche perché non fondiamo due aziende e non vogliamo cancellare nulla. Ora penso decolleremo anche perché abbiamo risolto alcuni problemi dopo che ho convinto il consiglio che non serviva nominare un altro direttore (in luogo di Daniele Pitteri che ha lasciato dopo un anno per amministrare Parco della musica di Roma, ndr) che poi magari ci userebbe come trampolino di lancio per altri incarichi»

Il capo di Fmav conclude dicendo di essere “ottimista”, sentimento che non guasta mai in una situazione, la governance della cultura in città, che pare ancora molto intricata. —



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