Ponte Veggia, adesso si pensa a una navetta ferroviaria
È l’ipotesi prospettata dal sindaco Menani che però lascia aperte le porte anche ad altre ipotesi per il passaggio dei bus a settembre
La questione del trasporto scolastico da far transitare o meno sul Ponte Veggia alla riapertura delle scuole è stata al centro lunedì del consiglio comunale. Dopo le divergenze emerse tra l'amministrazione Menani e quella di Casalgrande, è stata la consigliera Serena Lenzotti de Pd a chiedere conto. Menani ha relazionato sull'incontro di venerdì scorso sul quale, fino a oggi, si era espressa solamente la giunta Daviddi. «Le agenzie di trasporto, - ha spiegato Menani in aula - in particolare Amo, l'agenzia per la mobilità di Reggio Emilia e Seta, oltre a Fer, sono state avvisate formalmente già da settembre 2019. A seguito dei recentissimi risultati delle verifiche statiche, in una riunione il 24 luglio scorso nel nostro ufficio tecnico sono state manifestate oggettive difficoltà operative per il periodo dell'avvio dell'anno scolastico 2020/21, legate alla concentrazione dei mezzi nell'ambito delle fasce orarie critiche. Nell'arco di mezzora, tra le 7.10 e le 7.40, i mezzi provenienti dalla sola Reggio Emilia sono almeno otto più altri cinque gestiti da Amo». Ci sono delle soluzioni sul tavolo da discutere: una, ha spiegato lo stesso Menani, è quella di attivare una navetta ferroviaria tra la stazione di Casalgrande e quella di Sassuolo evitando così il transito ai mezzi pesanti sul Ponte Veggia. «Tutte le ipotesi risolutive - ha proseguito il sindaco - richiedono però modi, costi e tempi che verranno valutati a ritmo serrato tra i vari enti, agenzie e dirigenti scolastici coinvolti nelle prossime settimane, prima della data di inizio delle scuole. Nessun accordo particolare è stato sottoscritto tra le due amministrazioni se non a suo tempo la convenzione propedeutica ai lavori di manutenzione straordinaria del Ponte Veggia dell'ottobre 2019». Leggendo la risposta, il sindaco è tornato sulle varie fasi preliminari di indagine, ricordando il problema di fondo: l'ordinanza vigente vieta un transito a velocità maggiore di 30 chilometri orari e, soprattutto, la percorrenza ai mezzi oltre le tre tonnellate e mezzo. «Essendo peso degli autobus pari a venti tonnellate - sono sempre parole del sindaco - dai tecnici incaricati è stato eseguito uno studio specifico. I risultati sono stati quelli di dover predisporre lastre di acciaio di adeguata larghezza e spessore da posizionare a cavallo del giunto sulle pile di sostegno in modo che riducano lo stress da carico dinamico. Tale operazione deve essere regolata permettendo il transito a un massimo di 30 all'ora per una sola corriera in un unico senso di marcia, senza la presenza sul punte di alcun veicolo di qualsiasi tipo. Tale ipotesi potrebbe generare lunghe file di mezzi in coda. Le tempistiche per l'attuazione di tali opere, se si dovesse procedere in tal senso, considerato l'imminenza delle ferie estive di produttori e magazzini non manterrebbe la messa in opera almeno per la data del 14 settembre». La consigliera Lenzotti ha espresso alcune perplessità: «Sono state fatte analisi su eventuali piene del fiume Secchia, considerati i cambiamenti climatici? - si è chiesta - la risposta è stata no, direttamente detta dai tecnici ai quali non è stato dato incarico su questa verifica». —
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