Colorobbia, evitati i licenziamenti Cassa a rotazione per i 98 addetti
La proprietà aveva dichiarato 59 esuberi. Raggiunto un accordo sindacale: «Solo un primo risultato»
Daniele Dei
Sarà cassa integrazione straordinaria per crisi, della durata di un anno, per i 98 dipendenti attivi negli stabilimenti della Colorobbia Italia di Fiorano, a cominciare dal prossimo primo settembre.
Lo fa sapere il sindacato Filctem-Cgil, il quale intanto ha segnato un punto a proprio favore nella vertenza che da gennaio scorso interessa l'azienda specializzata in smalti e vernici per il settore ceramico. Inizialmente il gruppo toscano, che ha una sua presenza nel comprensorio delle ceramiche dagli anni Settanta, aveva previsto sedici esuberi, principalmente nei settori del customer care e del commerciale.
Da allora era iniziava una serrata trattativa che faceva perno sulle due sponde dell'Appennino, con una serie di incontri fissati sia nella sede principale di Mercatale di Vinci, nella città metropolitana di Firenze, e alla Camera del lavoro di Sassuolo, oltre ovviamente alla via telematica adottata allo scoccare dell'emergenza Covid-19. Della questione era stato interessato anche il Ministero dello sviluppo ecnomico e si erano tenuti vari tavoli tecnici alla presenza dei rappresentanti del ministero, considerato che la vertenza aveva un valore interregionale.
Ieri, in una conferenza stampa convocata alla Camera del Lavoro di Empoli, la Filctem-Cgil e le Rsu degli stabilimenti toscani di Vinci e Montelupo Fiorentino hanno annunciato che il lunedì precedente la dirigenza della Colorobbia Italia aveva ritirato le 59 procedure totali di licenziamento acconsentendo agli ammortizzatori sociali che, per Fiorano, interesseranno a rotazione 53 lavoratori dello stabilimento di via Bucciardi e 45 di quello di via Cameazzo, fino al 31 agosto del 2021.
«Nelll’ambito dell'accordo - spiega Sergio Luschi della Filctem-Cgil, che ha seguito la vertenza assieme all'omologo emiliano Fabio Di Giuseppe - ci sono alcuni punti qualificanti, per esempio l'azienda è chiamata ad anticipare l'importo della cassa integrazione. Il verbale siglato ribadisce la centralità degli stabilimenti italiani nel gruppo e la necessità di convocare periodicamente dei confronti tra parti sociali e azienda, per verificare assieme l'entità e la qualità degli investimenti».
Non un lieto fine, ma almeno un punto da dove ripartire. «In un quadro di incertezza come c'era a gennaio, aggravato dal Covid - conclude Luschi - avere evitato i licenziamenti è un elemento positivo, anche se il lavoro grosso inizia ora per dare gambe all'accordo. Non c'è insomma da stappare la bottiglia, ma visto lo scenario di partenza si viene a delineare un quadro importante su cui poter discutere». —
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