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interviste a imprenditori e associazioni 

I grandi numeri del commercio “on line” «Negli ultimi mesi esplosione di vendite»

Giovanni Medici
I grandi numeri del commercio “on line” «Negli ultimi mesi esplosione di vendite»

«Boom durante il periodo di chiusura ma è un altro mestiere rispetto a quello tradizionale». «Certi problemi restano»

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Giovanni Medici

L’Osservatorio sul settore del Politecnico di Milano lo ha recentemente certificato. La crescita del commercio elettronico dall’azienda ai clienti (B2C) in Italia è continua: gli acquisti online nel 2019 hanno superato i 31 miliardi di euro e il 40% si realizza con uno smartphone: con un +15% rispetto al 2018. Riprendendo i dati di un sondaggio compiuto dall’Ufficio studi della Lapam provinciale si riscontra che a Modena il 59,8% delle imprese intervistate (quasi 27mila) ha implementato l'utilizzo di una o più tecnologie digitali nel periodo del lockdown. L’incremento del valore dell'e-commerce è stato stimato tra marzo e maggio in circa 34 milioni di euro. L’e-commerce non è però solo un sito Internet. Ci vogliono capacità di comunicazione, conoscenza di lingue e mercati, tempi di consegna veloci. Luca Pagliani, Ad e socio di maggioranza della Fabbrica del Lino di Carpi (fondata nel 1975), nei mesi del lockdown ha aumentato le vendite di biancheria per la casa dell’800%. Non da ieri utilizza questo canale distributivo. «Ma ho quintuplicato le risorse sia finanziarie che umane investite su questo canale di vendita. Il sito di per sé vale un decimo della spesa fatta. E poi i clienti passano all’e-commerce se ti conoscono già. Infatti la stragrande maggioranza del fatturato dell’azienda lo facciamo in Italia».

Claudio Borghi è co-titolare assieme al padre dell’omonima Torrefazione che si trova in via Emilia Est a Modena. Dal 2004 vende on-line e la sua è probabilmente stata una delle imprese locali che per prime hanno creduto nell’e-commerce: «Durante il lockdown abbiamo avuto un aumento di vendite in questo canale distributivo del 2-300 per cento. Clienti locali, ma anche qualcuno nuovo - spiega - oltre ad una serie di modenesi emigrati in Germania. A settembre puntiamo ad aggiornare il nostro sito, le prospettive ci incoraggiano».

Roberto Guaitoli è l’amministratore unico di Collezioni srl, impresa di Carpi che produce e distribuisce il marchio americano di abbigliamento intimo Cosabella. Il legame con gli Usa li ha fatti entrare nel mercato del commercio elettronico una quindicina di anni fa e l’aumento delle vendite nel periodo del confinamento è stato relativamente vistoso: «Il 30-40% in più – afferma – Ma l’e-commerce significa modificare tutta la struttura organizzativa dell’azienda. Dove c’era un bancale da spedire ora ci sono tante piccole scatole, i tempi di consegna sono fondamentali. Ci vuole un brand, personale dedicato, è un altro mestiere». Collezioni srl vende così circa il 20% della sua produzione, soprattutto in Inghilterra e nel nord Europa.

«L’aumento dell’export digitale rispecchia la crescita di questo tipo di commercio che abbiamo registrato anche sul mercato interno. Di sicuro – dice Roberto Bonasi, responsabile internazionalizzazione di Cna Modena - le limitazioni alla circolazione hanno offerto nuove opportunità a questi strumenti ma la virtualizzazione non può essere la soluzione ai problemi delle imprese manifatturiere».

«Il tema dell'e-commerce è sicuramente delicato – conclude il presidente provinciale Lapam Gilberto Luppi - Per le piccole imprese è fondamentale intraprendere la strada della digitalizzazione e diventare competitive anche nel commercio online ma occorre far sì che i giganti del web siano trattati come tutti e paghino le imposte dovute senza privilegi». —

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