L’appello di Pri: «Hera investa nelle ex Fonderie»
«Hera investa nelle ex Fonderie». Il Partito repubblicano italiano torna alla carica. Dal bar Le bollicine di via Amendola il Pri riprende idee antiche «per guardare al futuro». Alterna la carota per richiedere interventi di riqualificazione al bastone per “legnare” sui bilanci. L’idea riesumata riguarda «un intervento congiunto nel campo della ricerca tecnologica per il recupero e il miglioramento ambientale» nelle ex Fonderie. Illustra la proposta Alberto Fuzzi. «Hera avrebbe dovuto occuparsi del settore ambientale - sostiene Fuzzi - utilizzando Unimore, il Comune, la Provincia e il principale istituto bancario modenese per riqualificare le ex Fonderie». Il tema dell’ambiente si riflette dalla “a” di Hera, acronimo di Holding energia risorse ambiente. Per Fuzzi il progetto resta attuale. La proposta ha un destinatario preciso: Gabriele Giacobazzi, ex assessore e oggi vicepresidente Hera. «Sarebbe una bella sfida da raccogliere - la posizione ribadita dal Pri - e portare avanti da parte del vicepresidente di Hera per la costruzione di qualcosa di diverso che vada al di là delle numerose sponsorizzazioni degli eventi e del decentramento di una serie di attività al nostro tessuto produttivo». A Giacobazzi giungono richieste su «quanto potrà mai incidere su scelte come aumentare o diminuire i conferimenti al termovalorizzatore». La lente si sposta quindi dalla riqualificazione di un’area degradata cittadina ai bilanci della multiutility. Il Pri ravvisa una strategia in cui si mira progressivamente a «espandersi al di fuori del territorio regionale per incrementare il fatturato». Così è Paolo Balestrazzi a richiamare alla memoria l’Hera… che era. «Le municipalizzate erano il vero motore del Comune», recrimina Balestrazzi. Quest’ultimo ravvisa «una perdita di qualità dei servizi con un aumento dei costi». Rimpiange i tempi in cui «il Comune era proprietario dell’azienda, mentre adesso ne subisce le scelte strategiche». —
G.F.
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