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POLINAGO e montecreto 

«Il formaggio lo pago subito» Presi i truffatori dei caseifici

Saverio Cioce
«Il formaggio lo pago subito» Presi i truffatori dei caseifici

In tutto una quindicina di colpi. Acquistavano una forma di Parmigiano per volta Santa Maria di Cinghianello e Rovinella denunciano. I carabinieri ne arrestano due

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PolinagO

È stata la prontezza nelle segnalazioni e nelle denunce che ha permesso d’incastrare una banda specializzata nelle truffe ai caseifici di essere bloccata dai carabinieri che da tempo davano la caccia ai tre imbroglioni.

La cattura è avvenuta giovedì mattina, con l’arresto, da parte dei militari di Reggio, Sestola e Pavullo di due parmigiani, un 58enne di Langhirano e un 56enne di Salsomaggiore Terme accusati di truffa in concorso. Li hanno presi con le mani nel sacco e li hanno ammanettati anche perché le denunce erano molto circostanziate.

Non solo, da parte delle vittime modenesi c’è stato anche il riconoscimento di uno dei due truffatori, già noto e schedato dai militari per imprese simili.

Il loro modo di agire era sempre lo stesso. Telefonavano direttamente ai venditori di un caseificio, di cui avevano il cellulare; si fingevano grossisti rimasti a corto di merce per la chiusura improvvisa di un loro fornitore abituale e poi chiedevano una forma sola, divisa in porzioni da un chilo, per accontentare i clienti.

Il loro modo per avere la fiducia delle vittime era scontato. Si offrivano di pagare in contanti, con denaro sonante, immediatamente. Al momento di tirare fuori le banconote però offrivano un assegno che firmavano seduta stante: o quello o niente. E i venditori accettavano.

«Questa volta però gli è andata male perché la nostra responsabile della vendita è andata immediatamente in banca e ha scoperto tutto - racconta Arnaldo Tollari, presidente del Caseificio Sociale Santa Maria di Cinghianello, in attività dal 1966 - Siamo andati subito a fare la denuncia e quando li hanno presi siamo andati a riprenderci la merce. C’era tutto».

Per lui, nel settore da una vita, è stato facile capire che la messa in scena del caricamento della merce su una macchina era una manovra fasulla, esattamente come l’assegno di 1.647 euro che apparteneva a un blocchetto probabilmente rubato a Serramazzoni. Un altro colpo era stato messo a segno sempre dalla coppia di truffatori ai danni del Caseificio Rovinella di Acquaria, a non molta distanza da Montecreto.

Anche in quel caso al telefono i due non hanno tirato sul prezzo e si sono offerti di pagare subito. Stesso copione e stesso esito con la denuncia ai carabinieri di Sestola che poi hanno diramato l’allarme ai colleghi, segnalando la banda in azione nell’alto Appennino.

Quando i militari si sono appostati in via Debeli a Reggio, indicata per la consegna di un’altra truffa, hanno fermato i due a bordo di una Fiat Palio appena prima che il casaro consegnasse la merce. In caserma sono partiti i controlli: in tutto i due truffatori avevano colpito in pochi giorni altre quindici volte, per un bottino complessivo di quasi 20 mila euro, tra Reggio e il Modenese. —

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