Lo Stato ti dà il reddito? In cambio lavorerai per aiutare il Comune
Pronto a partire il progetto per la cura del verde pubblico L’assessore Malagoli: «Poi toccherà a biblioteca e logistica»
san felice
I beneficiari del reddito di cittadinanza si mettono al servizio della comunità. Mancano infatti solo gli ultimi documenti e poi potranno svolgere attività per conto del Comune. Il primo progetto a partire sarà quello relativo alla manutenzione del verde pubblico dove affiancheranno e supporteranno il lavoro dei cantonieri. Ma a seguire ci sarà spazio per piani legati ad ambiti culturali, artistici e formativi.
Il Comune ha infatti deciso di ottimizzare i Patti per il lavoro e inclusione sociale per cui i beneficiari sono tenuti a svolgere progetti utili alla collettività (Puc) e impiegherà i beneficiari per 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16.
«Al momento i percettori di reddito di cittadinanza a San Felice sono 93 - spiega l’assessore ai Servizi sociali, Elisabetta Malagoli - Ma è un numero in continuo aggiornamento in quanto non esiste una scadenza per la presentazione della domanda. L’attivazione dei progetti è, prima di tutto, un’occasione di inclusione sociale e di crescita per i beneficiari e per la collettività, oltre che un valido principio basato sulla valorizzazione dei cittadini e dei beni comuni».
L’assessore entra poi nel merito delle progettualità future. «Oltre alla cura del verde comunale, sono previsti altri tre progetti. Uno riguardante la biblioteca, penso al supporto alle attività ordinarie come ad esempio l’apertura, l’assistenza a chi vuole accedere e l’aiuto nella sanificazione. Altri servizi sono legati al supporto per l’organizzazione delle attività culturali: la collaborazione nell’allestimento e nel disallestimento di eventi ed iniziative, supporto nella gestione sala, distribuzione materiale informativo. Infine un altro progetto è connesso all’attivazione del piedibus per l’accompagnamento dei bambini nel tragitto casa scuola, progetto dunque di ambito formativo-sociale. Non scordiamo però che non tutti i percettori del reddito di cittadinanza sono tenuti a prestare la propria attività: ad esempio sono esclusi coloro che hanno carichi di cura ovvero nuclei con minori di tre anni o con persone con disabilità grave, cittadini con età superiore a 65 anni, i frequentanti di un regolare corso di studi. Per quanto riguarda i criteri di priorità per l’individuazione dei destinatari del Puc tenderemo ad impiegare i più giovani dei nuclei familiari che percepiscono il reddito». —
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