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Perseguitata e picchiata: l’ex finisce ai domiciliari

Perseguitata e picchiata: l’ex finisce ai domiciliari

Terminata la loro relazione il 30enne reggiano l’ha presa di mira minacciandola, aggredendola in strada e arrivando a romperle il naso 

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Da quando la loro relazione era finita, ha iniziato a perseguitarla in un crescendo senza fine di minacce e gesti violenti. Lei si è difesa chiedendo aiuto alla polizia e l’ha ricevuto subito. Ma solo dopo essere stata aggredita un’ultima volta in modo brutale e umiliante: lui l’ha affrontata in mezzo alla strada davanti ai passanti picchiandola al volto e procurandole anche la frattura del setto nasale. Appena la Squadra Mobile ha saputo cosa stava succedendo ha chiesto l’intervento del magistrato. E il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per lo stalker. La polizia di Stato ha così eseguito la misura coercitiva emessa il 30 luglio dal gip: colpito dall’ordinanza è un italiano di 30 anni residente a Reggio, indagato per stalking e lesioni personali aggravate nei confronti dell'ex fidanzata.

Per motivi legati alla fine della loro relazione sentimentale, l’ex fidanzato era diventato assillante ed invasivo nella vita della ex compagna. Col tempo ha messo in atto continue azioni persecutorie: telefonate, appostamenti, pedinamenti, minacce ripetute nel tempo, a volte sfociate in atti violenti. Persecuzioni vere e proprie che incutevano in lei uno stato di soggezione tale da provocarle un disagio fisico e psichico e soprattutto paura per la propria incolumità.

Alcune settimane fa la Squadra Volante è intervenuta su segnalazione di un automobilista che aveva incidentalmente assistito all'aggressione in strada della donna da parte del ex fidanzato, poi allontanatosi.

Dopo questo ennesimo episodio di violenza la ragazza - che, come detto, per le botte prese aveva riportato un trauma facciale con frattura del setto nasale - si è decisa a chiedere aiuto alla polizia e ha finalmente sporto denuncia nei confronti dell’ex fidanzato. Le indagini approfondite svolte dagli investigatori della Squadra Mobile hanno permesso di raccogliere prove sufficienti perché la Procura potesse richiedere in via d'urgenza al Gip, in attesa degli sviluppi processuali, l'emissione della misura coercitiva degli arresti domiciliari. Nel frattempo continuano le indagini a suo carico. —

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