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Modena Debolezza, ansia e danni al polmone Il calvario per chi è guarito dal Covid

Modena Debolezza, ansia e danni al polmone Il calvario per chi è guarito dal Covid

Il professor Clini: «Colpiti anche i cinquantenni. La fisioterapia è fondamentale per recuperare le funzioni e l’autonomia»

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MODENA Il Covid-19 è una malattia che lascia il segno: debolezza fisica e muscolare, problemi ai polmoni fin anche la depressione. Occorre un duro percorso fatto di fisioterapia e accertamenti per chi è stato colpito più duramente dal virus. A raccontare aspetti meno noti della malattia è il professor Enrico Clini, primario di Pneumologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Modena: «La riabilitazione - racconta - è una delle mie competenze storiche di ricerca e me ne sono occupato anche durante l’epidemia. Durante il picco abbiamo realizzato percorsi in collaborazione con fisiatri e fisioterapisti. Uno staff che si occupava dei pazienti sia nella fase acuta sia in quella successiva. E una volta a casa alcuni di loro sono stati indirizzati in centri specializzata».

La fisioterapia era comunque una necessità già in reparto: «Occorreva aiutare i pazienti che trascorrevano 15/30 giorni in ospedale nel recupero della condizione fisica generale, che in gran parte dei soggetti era compromessa. Come? Accusavano debolezza fisica e muscolare, ovviamente nei distretti periferici come gli arti superiori, ma in particolare in quelli inferiori. Il che impediva un normale recupero delle funzioni e dell’autonomia. L’obiettivo era consentire loro il recupero delle funzioni primarie, come riuscire a mantenere in maniera autonoma la posizione eretta. I danni più acuti sono stati riportati da chi è stato sottoposto a trattamenti ventilatori o è stato in terapia intensiva».

Quando le persone ricoverate erano centinaia i fisioterapisti avevano preparato alcuni video con gli esercizi da svolgere da poter scaricare sui cellulari, evitando così l’esposizione prolungata a soggetti positivi: «È un modello che abbiamo cercato di applicare velocemente perché in fisioterapia tanto prima si interviene tanto più si è efficaci. I video, che poi i pazienti potevano svolgere anche a casa, sono stati molto utili». Ci sono, tuttavia, anche casi più gravi: «E non dipendono solo dall’età. Ci sono stati 50enni che hanno avuto difficoltà nel sostenere i carichi di lavoro, il che ha avuto un forte impatto psicologico».

Ansia e depressione sono altri due lasciti di questa patologia che Clini ricorda essere «una malattia sistemica che ha nel polmone la sua parte più rilevante. Ma al contempo tante altre conseguenze nell’organismo». Tuttavia il polmone non si può trascurare: «Tramite una serie di test da eseguire a distanza dalla guarigione capiamo se la funzione respiratoria ha subito conseguenze. In particolare ce ne è uno che si chiama “Test del cammino”.

Da un punto di vista anatomico, invece, è fondamentale eseguire una tac. Ancora non sappiamo se, in caso di danni, il polmone poi nel corso del tempo tenderà a normalizzarsi. A volte è anche difficile capire se si tratta di conseguenze del Covid o di altre malattie croniche preesistenti». Il professor Clini, infine, invita ancora tutti «alla cautela. Siamo in una fase non favorevole alla diffusione del virus, eppure abbiamo ancora focolai. Forse non avremo un’ondata simile a quella che abbiamo passato, ma certamente avremo altre polmoniti quando saremo costretti di nuovo in ambienti chiusi. Non banalizziamo mai l’epidemia, anche se ora abbiamo il vantaggio di aver imparato ad agire tempestivamente. E non diciamo che il virus è mutato. Nella storia tutti i virus mutano e variano il loro decorso, ma non sappiamo ancora quando avverrà con il Sars-Cov-2. Quindi cautela. Sempre». —



 

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