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Coronavirus a Modena

«Bus, nel Modenese c’è posto solo per 6 pendolari su 10»

Giovanni Balugani
«Bus, nel Modenese c’è posto solo per 6 pendolari su 10»

Con l’inizio delle scuole molti studenti penalizzati. Burzacchini (aMo): «Situazione grave, servono fondi dalla Regione»

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MODENA. «L’obiettivo della scuola, dei politici e della società è quello della presenza al 100% in classe, mentre per il trasporto pubblico la norma è ferma al 60%. Mi sembra chiaro che il 100 non sta nel 60».

Andrea Burzacchini, amministratore unico di aMo (Agenzia per la mobilità di Modena), è preoccupato e non lo nasconde. Se c’è una persona che crede nel trasporto pubblico quella è proprio Burzacchini e per questo le gravi difficoltà a cui il sistema andrà incontro a settembre impongono una profonda riflessione. Quando ripartiranno le scuole c’è il concreto rischio che molti studenti pendolari delle superiori non trovino posto su autobus e corriere. Il motivo è presto detto. Prendiamo come esempio una corriera extraurbana da una cinquantina di posti: «Quel mezzo da settembre potrà accogliere soltanto gli utenti a sedere - spiega Burzacchini - mentre non potranno più salire coloro che fino all’anno scorso percorrevano la tratta in piedi». Non certo una situazione idilliaca, ma che almeno consentiva agli studenti di raggiungere le scuole e che comunque «si verifica anche in Paesi come la Germania, dove il finanziamento del trasporto pubblico è ben maggiore. Tuttavia ad oggi gli autobus in Italia possono essere riempiti solo fino ai posti a sedere, che sono appunto grosso modo quel 60%». Per coprire l’intero fabbisogno della provincia modenese occorrerebbero almeno 100 mezzi in più: ma il budget per ora non lo consente e i numeri non quadrano. Sono questi i temi che sono stati al centro dell’assemblea di aMo alla presenza della maggior parte dei sindaci e durante la quale non ci sono stati grandi passi in avanti. L’unica soluzione sarebbe un corposo intervento della Regione: «Stiamo continuando a cercare la disponibilità di mezzi ed autisti sul mercato - precisa Burzacchini - all’interno delle regole contrattuali, ma al momento non ci sono novità importanti. Quello che ci aspettiamo è che la Regione possa dare ulteriori finanziamenti, che tengano conto delle differenti necessità dei diversi bacini. Come è noto da tempo, la provincia di Modena è quella più sottofinanziata. È un fattore di cui bisogna tener conto. E non è un voler sfruttare una tragedia come il Coronavirus per batter cassa, ma quando ci sono situazioni straordinarie le strutture più fragili sono le prime ad andare in difficoltà».

Ma quali saranno i territori del Modenese a subire le conseguenze peggiori? «Non ci sono tratte specifiche - spiega ancora Burzacchini - Certamente i Comuni che si trovano nella parte finale dei tragitti, come ad esempio quelli più limitrofi a Modena, saranno quelli che soffriranno di più. Ad esempio in una linea da Mirandola alla città, a essere penalizzati saranno Bomporto e Bastiglia».

Entro la fine di agosto si svolgerà un’altra assemblea di aMo sullo stesso tema, con la speranza che arrivino buone nuove dalla Regione. «Io, comunque, non mi arrendo», chiosa Burzacchini. —


 

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