Il Consiglio dimezza l’area per costruire un centro commerciale e multiservizi
NONANTOLA
Torna alla ribalta il Fondo Consolata, area di proprietà privata di cui si è ritornati a parlare per la realizzazione di un’area che includa spazi commerciali, produttivi, albergo e centro benessere.
Del Fondo Consolata si è parlato in Consiglio comunale. «Abbiamo votato il dimezzamento dell’area per costruire, che non comprende più, quindi, i 40 mila metri quadri del vecchio progetto ma la metà - afferma il sindaco Patrizia Nannetti - Sottinteso che ci riserviamo come amministrazione di valutare il nuovo progetto che i proprietari presenteranno».
La lista civica d’opposizione “Nonantola Progetto 2030” e il suo capogruppo, Alessandro di Bona, manifestano profondo disappunto: «Il Consiglio ha adottato una variante al piano regolatore in località Fondo Consolata su un’area di oltre 87mila metri attualmente a uso agricolo che sarà trasformata in terreno edificabile. Il nostro gruppo consigliare ha espresso voto contrario perché la proposta introduce modifiche distorsive della buona urbanistica non compensate dalla riduzione della superficie territoriale». Il capogruppo, che nei mesi scorsi aveva parlato di “espansione urbanistica fuori contesto storico, economico e culturale”, spiega e fa controproposte mirate. Per esempio la riqualificazione del distributore di carburanti con la costruzione di un’area di sosta e l’apertura di un accesso alla rotonda Gazzate perché la scelta darebbe respiro alla viabilità. Poi una struttura ricettiva che non sia superiore ai tre piani, sulla falsariga dell’esperienza alberghiera francese. Ristorante e servizi alla persona, quali un centro benessere, sì. No, invece, ad estese strutture commerciali di tipo alimentare: «L’area dedicata andrebbe diminuita. L’esperienza della pandemia ci ha insegnato che l’esercizio di tipo alimentare dovrebbe essere più prossimo al centro abitato».
Quanto alla cessione della proprietà al Comune dell’area boschiva a sud-ovest, la civica propone di «spostare la previsione produttiva nel quartiere artigianale dove c’è un terreno di proprietà pubblica. Sull’area liberata apporre un ulteriore vincolo a bosco, in continuità con il bosco esistente con riduzione delle aree edificabili esterne alla tangenziale».
La proprietà è composta da due soggetti che vantano diritti acquisiti. Inoltre, ci sono previsioni di tipo commerciale di competenza provinciale. Elementi che escono dall’orbita di competenza di un’amministrazione comunale. Che però deve fare i conti anche con altre minoranze scontente. Come il Movimento 5 Stelle e la civica Nonantola Libera. Cosimo Bianchi, capogruppo M5S, fa sapere: «Il Movimento ha votato contro perché il progetto sembra insostenibile, a prescindere». Francesco Cosimo Antonucci, capogruppo di Nonantola Libera, parla di operazione azzardata e rischiosa: «È evidente la volontà di questa giunta di volere il completamento dell’opera. Opera che se non avesse avuto la riduzione, con conseguente diminuzione del costo complessivo, non avrebbe visto il suo completamento. Ricordiamo inoltre che se non avesse visto quella modifica non sarebbe potuta partire perché alla convenzione urbanistica precedente manca la fidejussione necessaria a rilasciare l’autorizzazione a procedere».
Si pronuncia anche il mondo imprenditoriale con Lapam. Andrea Lo Conti, segretario locale dell’associazione, appunta: «Quest’intervento necessita di un approfondimento. Siamo consapevoli che il Comune si è trovato questa eredità e che occorre fare in modo di non pesare sui conti pubblici, ma al tempo stesso di limitare l’introduzione di grandi superfici di vendita sostenendo al contempo l’artigianato. Chiediamo un incontro con le associazioni di categoria, incontro che penso ci verrà concesso». Anche Elena Piffero, Assessore all’Ambiente e Pianificazione Territoriale, parla di “pesante eredità”.
Alle rimostranze di Legambiente ha risposto con una lettera in merito alla proposta di ridurre la parte da edificare.
Considerati i mesi che mancano alla presentazione del nuovo progetto, l’assessore Piffero, tuttavia, sottolinea l’impossibilità di ignorare la volontà di legittimi proprietari. —
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