Gazzetta di Modena

Modena

Nubifragio, altri danni a Modena e provincia. Al Policlinico allagati 2 reparti (ora riaperti)

Stefano Totaro
Nubifragio, altri danni a Modena e provincia. Al Policlinico allagati 2 reparti (ora riaperti)

Alberi caduti, strade inondate. Situazione critica in via Campi: «Abbiamo aperto da soli le caditoie»

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AGGIORNAMENTO

Al Policlinico, ripristinate a tempo di record le attività di Radiologia, Radioterapia sospese ieri pomeriggio a seguito dell’allagamento provocato dalla bomba d’acqua che si è abbattuta su Modena verso le 15. Ripuliti già nella serata di ieri tutti i locali che erano allagati e sporchi di fanghiglia.

Dopo i collaudi del caso, stamattina tutte le apparecchiature spente ieri erano già in funzione e già oggi è iniziato il recupero delle prestazioni rinviate. “Desidero ringraziare tutto il personale, sia quello sanitario, sia dell’Ufficio tecnico e dell’Ingegneria Clinica, oltre agli operatori delle pulizie per il lavoro svolto – ha spiegato il direttore generale Claudio Vagnini – ieri abbiamo spento le macchine per sicurezza e tutta l’Azienda ha assicurato le urgenze che i reparti allagati non potevano garantire. Il Policlinico, infatti, ha una TAC e apparecchiature diagnostiche al Pronto Soccorso e un angiografo in Cardiologia. Grazie a questo sforzo comune, abbiamo potuto limitare al massimo i disagi per i cittadini. La nostra Azienda, inoltre, può contare anche sulle apparecchiature diagnostiche dell’Ospedale di Baggiovara. Questo ci consente di gestire queste emergenze in sicurezza.”

IL RACCONTO

Un nubifragio che ha allagato strade, sottopassaggi, cortili, negozi, garage, studi medici e due reparti del Policlinico. E il vento ha fatto cadere ancora alberi in città, tegole ed antenne della tv. Si è vista anche la grandine, ma questa volta è andata bene.

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Non v’è tregua per Modena che appena ieri mattina iniziava a leccarsi le ferite dopo la tempesta tropicale di sabato notte che aveva impegnato i vigili del fuoco in almeno 150 interventi, alcuni effettuati proprio ieri mattina, in strada Clemente ad esempio. A partire da poco prima delle 15 di ieri il cielo si è aperto sopra Modena e per i vigili del fuoco, dopo il nubifragio, è stato ancora superlavoro, almeno cinquanta i nuovi interventi.

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Che il cielo si sia aperto su Modena lo dicono anche gli strumenti dell’osservatorio geofisico di Unimore: da piazza Roma sono stati rilevati raffiche di vento a 69 km/h e 23.9 mm di pioggia, con un picco di 9.4 mm in 5 minuti. Alla stazione Campus in via Vivarelli, rilevati 36.8 mm complessivi con un picco di massima intensità in 5 minuti fra le 15:50 e 15:55 in cui sono caduti 17.3 mm.

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«La precipitazione totale dell'evento di per sé non è straordinaria - dicono all’Osservatorio - ma l'intensità su breve periodo, nei 5 minuti che intercorrono fra le due acquisizioni di dati del datalogger rappresentano la più alta intensità di precipitazione su breve periodo mai registrata dalle nostre stazioni meteorologiche automatiche. L’intensità di precipitazione massima fra due scatti delle vaschette del pluviometro ha avuto picchi rispettivamente di 281.4 mm/h in osservatorio e addirittura di 500.4 mm/h a Modena».

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Una grande massa d'acqua che si è riversata in breve periodo: tante le strade allagate anche perché c’era ancora il fogliame da domenica che ha favorito anche il blocco delle caditoie.

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Situazione critica per oltre un’ora in via Campi, dove i residenti hanno interrotto la circolazione per effettuare le pulizie del tratto allagato, quello che va da via Allegretti (alla cui altezza è caduto un albero da un giardino) sino a oltre 150 metri verso la Vignolese.

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«È la terza volta e nonostante le nostre segnalazioni al Comune la situazione si ripresenta ad ogni acquazzone - spiega Martina Vertuccio, che abita vicino all’incrocio con via Allegretti - io stessa ho dovuto aprire la caditoia del giardino per farvi entrare l’acqua della strada che ormai aveva tracimato da sopra il marciapiede. Ma la mia vicina si è trovata la taverna allagata. In una ventina ci siamo messi ad aprire i tombini per far defluire l’acqua».

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Olmo caduto in via Gottardi, piante crollate in via del Pozzo e Degli Esposti, tanta acqua nel sottopasso di via Divisione Acqui, gli studi di Modena Medica in Trento Trieste si sono allagati e ogni attività è stata sospesa. Al Policlinico, si sono allagati i locali della Radioterapia e della Radiologia che si trovano nel seminterrato. Non ci sono stati pericoli per pazienti e operatori, ma le macchine sono state spente per sicurezza e, di conseguenza, una parte degli esami previsti per il pomeriggio è stata rinviata. È subito scattato il piano di emergenza col pompaggio dell’acqua e le verifiche tecniche sulle apparecchiature.

Disagi anche a Carpi: una pianta di 50 anni è caduta tra via Rossini e via Biondo. Un dehor si è rovesciato in corso Alberto Pio. Colpita anche Camposanto, dove l’azienda Smurfit Kappa, multinazionale del packaging a base carta, ha subito danni per oltre 100mila euro.—

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