Ciliegie, il bilancio è ok «Una buona stagione, ma per le aziende i costi sono altissimi»
Il punto degli agricoltori in vista dei riscontri sui guadagni attesi a breve «Nonostante un meteo inclemente, la qualità è sempre al massimo»
le reazioni
Vignola
La campagna della “rosse” è finita ed è già tempo di bilanci per la ciliegia. «Nonostante in alcune zone la gelata di fine aprile abbia compromesso irrimediabilmente il raccolto, messo a dura prova anche dal perdurare di violenti acquazzoni durante la prima metà di giugno, siamo fiduciosi per l’esito finale della stagione» racconta Monica Grandi, giovane responsabile dell’azienda agricola “Ripa di Sotto”. Specializzati nella monocultura di ciliegia, l’azienda opera nella zona delle “basse” vignolesi da tre generazioni. «Collaborando con la cooperativa Agrintesa, presto avremo un primo riscontro (e acconto) sui guadagni del raccolto di quest’anno», aggiunge sorridente.
«In base alle prime quotazioni, possiamo affermare che quest’anno la particolarità di un prodotto di alta qualità, qual è la ciliegia di Vignola, ha avuto un riscontro positivo anche per chi la coltiva», afferma Lia Zanasi, responsabile dell’azienda Frutteria Bigone di Vignola, società che gestisce assieme ai genitori e alla sorella. «Ma a causa delle piogge abbiamo perso molte delle qualità tardive, circa il 40% del raccolto».
«Alcune varietà di durone come “Giorgia”, “Grace Star”, “Ferrovia” e “Regina” non sono state nemmeno raccolte a causa del gelo e ciononostante siamo abbastanza soddisfatti - racconta Grandi - C’è da tener presente, tuttavia, che annate come questa sono fortemente influenzate dall’andamento della concorrenza nazionale e internazionale. Spagna e Puglia hanno avuto un pessimo raccolto, proprio a causa delle piogge abbondanti, e la conseguenza è stata che Vignola ha potuto occupare quella fetta di mercato. Ma è una ruota: un anno va bene, l’altro chi lo sa!».
A rimanere fisse, invece, sono sempre le spese. «A Vignola il costo del lavoro nel settore agricolo è alto, molto più che in Romagna e in sud Italia», continua Zanasi. E sarà anche per questo motivo che in molti supermercati di Vignola e dintorni le ciliegie nostrane arrivano raramente sui banchi.Chiedendo ad Agrintesa, cooperativa presso la quale sia Ripa di Sotto che Frutteria Bigone conferiscono il loro prodotto, emerge che quest’anno la ciliegia IGP di Vignola sia stata distribuita principalmente in Lombardia. Soltanto il 23% è rimasto nella nostra regione; in quantità minori è arrivata in Toscana, Piemonte e infine Veneto. All’estero, almeno per quest’anno, pare che il top dell’agricoltura vignolese non sia pervenuto.
«I teli per le coperture delle piante, la manodopera, i trattamenti, gli impianti per l’irrigazione, le attrezzature e relative omologazioni annuali, la sicurezza, le visite mediche e i corsi: sono tutte voci di spesa che gravano sul bilancio» afferma Maria Rosa, mamma di Monica, che cura la parte commerciale della società. «E quanti moduli da compilare ogni giorno - scherza Monica - sembrerà strano, ma vorremmo avere più tempo per lavorare in campagna invece che alla scrivania». «Quest’anno, poi - aggiunge Maria Rosa - ci siamo dovuti attrezzare autonomamente anche per le misure anti Covid- 19».
«Avevamo iniziato la raccolta organizzando i raccoglitori in due turni: così facendo, però, noi stavamo in campagna, senza sosta, dalle 6 del mattino alle 8 di sera. A causa della veloce maturazione, siamo stati costretti a lavorare il più velocemente e il più a lungo possibile, per garantire che il prodotto arrivasse sul mercato fresco e al giusto punto di maturazione», così Lia Zanasi
«Produciamo un frutto di altissima qualità e cerchiamo di dare il massimo per la sostenibilità e per attribuire sempre più valore al nostro lavoro» conclude Zanasi. —
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