Gazzetta di Modena

Modena

Il comune 

E per il futuro si installeranno nuove fontanelle urbane

L’assessore Filippi spiega: «Le casette dell’acqua già coprono il territorio e non sono quindi necessarie altre sorgenti urbane»

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Sì a più fontanelle urbane. No a nuove casette dell’acqua. È il solco tracciato dall’assessore all’Ambiente Alessandra Filippi.

In consiglio comunale, in luglio, Filippi ha risposto a un’interrogazione di Vincenzo Walter Stella. L’esponente di Sinistra per Modena domandava nuove casette dell’acqua in città.

Due le zone d'intervento richieste: le zone più densamente abitate e le frazioni. «L’ubicazione delle casette conferisce una copertura totale dell’intero territorio urbanizzato centrale - la replica dell’assessore - cioè in cui risiede la maggiore concentrazione di abitanti. Questo dato risulta significativo alla luce del volume di acqua erogata e del bilancio economico e sostenibile di gestione di tali casette, motivo per cui il Comune di Modena al momento non ha in progetto l’installazione di ulteriori sorgenti urbane».

L’assessore ha voluto rimarcare che l’erogazione dell’acqua pubblica «è da sempre stato un servizio atto a promuovere l’uso dell’acqua potabile dell'acquedotto a fronte del consumo dell’acqua in bottiglie di plastica».

Un’attenzione che Filippi professa in tutti i campi.

«La tutela dell’ambiente sta alla base di ogni azione del settore Ambiente del Comune nella gestione quotidiana dei vari servizi - ha elencato l’assessore - illuminazione pubblica, energia e gestione rifiuti. Proprio in quest’ultimo ambito sono fondamentali le attività messe in campo sia a livello di gestione della raccolta differenziata sia a livello di formazione, informazione e promozione atta ad evitare la produzione dei rifiuti, tra cui quelli di matrice plastica».

È partita invece la ricerca di finanziamenti per aggiungere nuove fontanelle urbane alla mappa cittadina.

«L’impegno dell’amministrazione comunale è coerente con l’adesione del Comune alla Campagna Plastic Free Challenge promossa dal Ministero dell’Ambiente - ricorda Filippi - e prevede la manutenzione e il potenziamento della rete delle fontanelle sul territorio comunale, comprese le frazioni, e degli erogatori d’acqua negli edifici pubblici, da mettere a disposizione di cittadini, studenti e visitatori per ridurre il consumo di acqua in bottiglie monouso». Principi giudicati «assolutamente condivisibili da Stella» in quanto «le priorità sono l’uso di acqua pubblica e la tutela dell’ambiente». Tuttavia, l’interrogante è tornato alla domanda iniziale. «L’obiettivo perseguibile con l’aumento del numero di casette dell’acqua non è solo quello della riduzione della plastica - rimarca il consigliere - ma anche del risparmio di anidride carbonica». —

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