I sindacati a Bonaccini «No ai privati in sanità»
«Basta padroni-predoni con i soldi pubblici. Aris e Aiop vergogna». I medici della sanità privata - settecento nel Modenese - non depongono le armi. E anzi tornano in piazza - oggi, con un presidio a Roma, in piazza Montecitorio - per denunciare il naufragio delle trattative con le associazioni datoriali Aiop e Aris per il rinnovo del contratto nazionale del settore, fermo da quattordici anni. La preintesa era stata firmata il 10 giugno ma la sottoscrizione definitiva andava siglata entro il termine ultimo del 30 luglio. E invece l’Aiop (che fa parte di Confindustria) e l’Aris (associazione religiosa) si sono rifiutate di firmare. Da qui la rivolta del settore.
In Emilia Romagna, in particolare, i sindacati del pubblico impiego chiedono alla Regione di schierarsi contro gli ospedali privati, fino al punto di rivedere gli accreditamenti delle cliniche che non sottoscrivono il contratto nazionale. Cgil, Cisl e Uil hanno scritto proprio ieri al governatore, Stefano Bonaccini, e all’assessore alla Sanità, Raffaele Donini, chiedendo «una netta presa di posizione e di distanza nei confronti del comportamento di Aiop ed Aris». A Modena, ricorda il sindacalista Cisl Livio Lomartire, sono interessati i lavoratori delle strutture sanitarie accreditate (e non): Hesperia Hospital, Villa Igea, casa di cura Fogliani, Villa Rosa, Poliambulatorio chirurgico modenese, Villa Pineta Lega del filo d’oro. «È evidente che serva un intervento della Regione. Mai ci era capitato di assistere a un comportamento tanto irresponsabile» chiosa Lomartire. —
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