Gazzetta di Modena

Modena

al Tavolo regionale dell’imprenditoria 

«Le aziende unite per chiedere indennità, credito e moratoria fiscale»

Giovanni Medici

Tommaso Leone, Confcommercio Modena, è il coordinatore «Sarà un autunno delicato. Grande attenzione sull’export»

3 MINUTI DI LETTURA







L’economia regionale per ripartire deve avere una trazione modenese. «E dobbiamo correre. Non bisogna sbagliare le decisioni – parola del presidente della Regione Stefano Bonaccini - ma prenderle rapidamente. La velocità non è più una variabile indipendente».

Bonaccini ha detto queste frasi lunedì presentando Tommaso Leone, il nuovo coordinatore del Tavolo regionale dell’imprenditoria, il “parlamentino” che raggruppa 14 associazioni e si rapporta con la Regione per portare avanti, con una voce unica, le istanze delle imprese da Piacenza a Rimini.

Leone, presidente di Confcommercio Modena dal febbraio 2019, è presente da anni a Carpi con la Blu srl nel settore dell’abbigliamento con vari marchi in franchising (ma ha interessi anche nell’intermediazione immobiliare). «Il tema del continuo e produttivo confronto con la Regione è uscito anche al momento del mio insediamento, e lo stesso presidente Bonaccini lo ha ribadito. È risultata assolutamente condivisibile – spiega - la necessità di definire linee comuni d’intervento efficace e in tempi rapidi, ad esempio per quello che riguarda i prossimi investimenti statali e l’arrivo dei fondi europei. Pretendiamo di accompagnare con un ruolo istituzionale la ripartenza. Bisogna velocizzare il più possibile il processo decisionale in previsione di un autunno che sarà delicato per le imprese. Tra settembre e ottobre i pagamenti in sospeso dovranno essere eseguiti, si dovrà capire se l’export potrà ripartire e soprattutto chiarire come la pandemia cambierà i nostri rapporti con un paese come gli Usa, che sono importantissimi a questo fine».

44 anni, milanese, sposato e con due figli, laureato in Economia a Pavia, un master conseguito in Amministrazione, finanza e controllo, Leone è da 13 anni un imprenditore nel settore del commercio al dettaglio ed è attivo dal 2016, come detto, anche nel comparto dell’intermediazione immobiliare. Da qualche giorno è anche “l’uomo delle imprese” che entrerà nei palazzi della Regione in rappresentanza del 77% delle aziende attive tra Piacenza e Rimini (400.000) e che cumulano oltre 1.800.000 addetti.

Al Tavolo regionale dell’imprenditoria (Tri) siedono 14 associazioni. «Obiettivo di questo mandato è garantire ad esso un sempre più rilevante ruolo politico e strategico: sono tanti e diversi i comparti produttivi rappresentati e dunque il Tavolo – spiega Leone - è un luogo privilegiato di confronto dove cercare di portare a sintesi le posizioni, a volte contrapposte, delle varie categorie; per definire istanze comuni, semplificando le relazioni istituzionali con il mondo della rappresentanza. Senza cancellare le peculiarità di ciascuna ma anche senza ritardi». E senza chiudere la porta ad esempio a Confindustria, che non fa parte del Tavolo, «ma che auspichiamo che possa aprirsi. Noi siamo disponibili a confrontarci con tutti in Emilia-Romagna».

Già nella giornata di oggi i componenti del Tavolo si incontreranno in videoconferenza per discutere del Patto per il Lavoro e a fine agosto si confronteranno invece con gli assessorati regionali che si occupano più da vicino di economia e lavoro.

«In Italia il crollo dei consumi e del Pil rendono necessario – continua Leone - adottare per la ripartenza strategie di sostegno pubblico al settore produttivo focalizzate su indennizzi robusti da riconoscere in misura proporzionale alle perdite subite ed accompagnate da congrue moratorie fiscali ed efficaci meccanismi di accesso al credito. Riguardo al processo di sburocratizzazione regionale, ancora troppo timido, va messo a punto un vero e proprio “Patto per la semplificazione”, non confondendo – conclude Leone - la semplificazione con la de-regolamentazione». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google