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Gli alunni sfrattano gli over 50 e si “prendono” la loro sede

Daniele Montanari
Gli alunni sfrattano gli over 50 e si “prendono” la loro sede

Il Comune pensa di trasferire una classe delle medie alla Casa del Volontariato Problemi anche per la scuola materna. Bartolacelli: «Valutiamo la palestra»

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SERRA

Una classe trasferita nella sede dell’associazione “per anziani”. È questa l’ipotesi a cui sta lavorando il Comune per trovare la quadra nella riorganizzazione scolastica di settembre.

Se è difficile ovunque garantire spazi per il distanziamento, lo è ancora di più nel paese dove per il quarto anno consecutivo le medie sono ospitate in prefabbricati, nella fattispecie i moduli istallati in pineta. Ambienti già di per sé non grandissimi.

Il sindaco Claudio Bartolacelli in Consiglio nel rispondere all’interrogazione dei 5 Stelle ha fatto questo annuncio: «Se vogliamo evitare il plexiglass, per garantire la presenza di tutti e non ricorrere al doppio turno stiamo valutando di risolvere il problema di una terza classe di 15 ragazzi spostandoli presso la sede dell’associazione “51 e più”».

Di fatto è un’altra sfida, logistica e didattica: significa trasferire un pezzo di scuola nella Casa del Volontariato dietro il municipio, dove ha sede l’associazione dedita a diverse attività per gli over 50. La distanza non è tanta: un centinaio di metri, che i prof comunque dovranno percorrere con una certa fretta nel cambio d’ora. C’è poi l’aspetto di “separazione” di 15 ragazzi dal resto della scuola, che non è il massimo. Un altro grosso problema è legato alla burocrazia: a febbraio scadranno i termini di nolo della parte di moduli non donati da San Prospero, ma appunto integrati con presa in affitto da una ditta. Quest’ala è a tutti gli effetti un’istallazione temporanea, che come tale passati i tempi di concessione va smantellata. Altrimenti si incorre negli stessi guai provocati dalla prolungata presenza dei container nel piazzale del Valverde.

La questione per ora è un punto interrogativo: «Ci siamo già attivati per verificare se il sindaco con i poteri commissariali attribuiti sul fronte scuola ha la facoltà di prorogare i termini di istallazione - ha spiegato Bartolacelli - in caso contrario, siamo in contatto con la Protezione Civile per capire se hanno a disposizione moduli sostitutivi e come potrebbero essere istallati».

Nell’ambito della scuola dell’obbligo, l’altra grossa incognita è il trasporto: non si sa ancora se gli studenti potranno sedere vicini, e in caso negativo lieviterebbero i già importanti costi delle due corriere che giornalmente portano i 136 bimbi della primaria nella scuola di Riccò. Per il resto si pensa di far fronte alle esigenze con banchi più piccoli (in acquisto una quarantina di 50 per 70 centimetri con ruote davanti) e interventi di edilizia leggera (possibili pareti di cartongesso nelle due aule più grandi al piano terra di Riccò e a Selva per ricavare un'aula nella mensa).



Fuori dalla scuola dell’obbligo, mentre è confermato il nido alla casa di Mamma Nina, rischiano di trovarsi senza sede i bimbi dell’infanzia per i problemi strutturali della sede del capoluogo. Ai microfoni del Tg3 regionale, ieri Bartolacelli ha detto: «Se non troviamo soluzioni diverse, pensiamo di mettere i bimbi nella palestra comunale». Ma questo significherebbe “sfrattare” l’attivissima Scuola di Pallavolo. «Ci aspettiamo che di fronte ai problemi che si profilano, la giunta coinvolga maggiormente anche le forze di opposizione, perché la scuola è di tutti - dice la capogruppo 5 Stelle Francesca Marzani - e vanno assolutamente evitati altri esodi di studenti». —



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