Patto per il lavoro e il clima: così riparte l’Emilia Romagna
Presentato a Bologna a tutte le forze economiche e associazioni d’impresa Bonaccini: «Occasione storica, programmazione tutta nostra»
Un nuovo “Patto per il lavoro e per il clima”, per sostenere la ripartenza dell’Emilia-Romagna e porre basi forti e concrete a uno sviluppo sostenibile, equo, veloce, semplificato. È partito ieri da Bologna il percorso che dovrà portare, entro ottobre, alla sottoscrizione di un piano d’azione condiviso dalla Regione con tutte le forze economiche, sociali, associazioni d’impresa, professioni, enti locali, organizzazioni sindacali e di categoria. Al contempo parte il percorso di confronto con interlocutori e associazioni che si occupano di cambiamenti climatici e come affrontarli, per raccogliere contributi qualificati.
Un percorso introdotto dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che insieme agli assessori della sua Giunta Vincenzo Colla, Elly Schlein e Paolo Calvano ha illustrato i cardini di cui si comporrà il nuovo Patto .
Quattro assi fondamentali e tredici titoli chiave. Un nuovo Patto visto quindi come un “progetto per l’Emilia-Romagna”cui tutti possono dare un contributo, un patto di impegni con un reciproco riconoscimento del ruolo di ciascuno dei soggetti firmatari.
Un Patto che sottolinea un nuovo e maggiore ruolo delle città e dei territori nella ricostruzione di un nuovo sviluppo, basato su buona sanità, pubblica e per tutti, con un forte rilievo dei saperi e delle competenze, stili di vita e consumi più sostenibili, centralità della scuola, digitalizzazione. Uno sviluppo equo, attento al contrasto delle diseguaglianze, una transizione ecologica che punti sul capitale umano e metta al centro il lavoro e il clima.
«È per noi un’occasione storica- ha commentato il presidente Bonaccini- contrariamente al primo Patto per il lavoro e la legalità, stavolta la programmazione è nelle nostre mani, avremo la possibilità inedita di poter decidere cosa fare, quanto investire, dove, in un’azione condivisa. Io voglio avere fiducia sull’uscita dalla recessione, il 99% delle attività economiche in Emilia-Romagna è aperto e il risparmio dei suoi abitanti è cresciuto. Dobbiamo aggredire i prossimi mesi e anni. Le stime ci dicono che avremo un calo del Pil inferiore a quello nel resto del Paese. Ma nel 2021 avremo un rimbalzo positivo: una volta che si sia definitivamente ucciso il virus, qui potremmo rimontare prima di altre aree, abbiamo gli strumenti finanziari e puntiamo sugli investimenti».
L'assessore Vincenzo Colla: «Il nostro obiettivo strategico è tornare ai livelli pre covid nel 2022». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google