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Una nuova vita per gli oggetti E i pallet diventano divani

Stefania Piscitello
Una nuova vita per gli oggetti E i pallet diventano divani

Il bilancio di un anno del centro “Tutto si muove” di Casinalbo dove lavorano educatori e disabili Gli operatori ritirano ciò che è diventato inutile e lo trasformano in prodotti da rivendere 

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Un oggetto non muore mai davvero: lo sa bene l’associazione “Tutto si muove” che, da ormai un anno, al Centro del Riuso di Casinalbo, lavora per dare una seconda vita agli oggetti.

L’associazione e il centro, sono fatti di persone, una trentina di volontari in tutto, tra educatori professionali e 35 ragazzi con difficoltà psicofisiche. Di questi, 15 sono quelli attivi nel centro.

Come funziona il sistema? Semplice. Chi possiede oggetti che, per un motivo o per un altro, non utilizza più, può recarsi in via delle Radici e lasciarlo lì; a quel punto, saranno i ragazzi, insieme ai volontari, ad occuparsene. Gli oggetti più gettonati? I vestiti, tantissimi, i pallet naturalmente, sedie a non finire e anche moltissimi forni a microonde. Le possibilità sono parecchie: i mobili possono essere restaurati, alcune cose vengono aggiustate e, altre, vengono utilizzate per creare qualcosa di nuovo.

Un esempio? «Da un pallet - spiega il presidente Fabio Giovanardi - possiamo creare una seduta. Oltre agli educatori, nel centro operano professionisti volontari in pensione che contribuiscono a dare delle competenze ai ragazzi». Tra le varie donazioni, nel corso dell’anno, anche tanti computer e tablet che, specie nel periodo del lockdown, sono diventati essenziali per aiutare gli studenti a seguire la didattica a distanza.

Il centro è sempre aperto per i ragazzi, la cui età varia dai 18 ai 40 anni. «Stiamo facendo - aggiunge il presidente - anche l’inserimento di ragazzi minorenni». I laboratori vanno dalla falegnameria alla minuteria, con la realizzazione di piccoli oggetti recuperando materiali con restauro e riparazioni.

Le attività di “Tutto si muove” proseguono con laboratori di cucina e attività sportive. Lunedì, mercoledì, venerdì e sabato mattina il centro è aperto al pubblico, che può sia portare che acquistare le creazioni dei ragazzi; i fondi raccolti vengono utilizzati per finanziare le attività dell’associazione, che opera nel distretto ormai da 15 anni: «Inoltre - sottolinea Giovanardi - da più di cinque anni seguiamo un progetto con il reparto di Pediatria del Policlinico. Quando è possibile diamo una mano nelle situazioni di emergenza, come è accaduto ad esempio col terremoto qualche anno fa».

Per questa ragione l’associazione tornerà a breve nelle zone terremotate del centro Italia per portare beni di prima necessità. Chiunque voglia contribuire può farlo portando pigiami, sia da adulto che da bimbi, che e piatti e bicchieri. Anche in questo periodo l’associazione è operativa, il centro sarà chiuso al pubblico nelle settimane centrali di agosto, ma per consegnare materiali si può contattare il numero 3938029646. “Tutto si muove”, col suo centro del riuso, è ormai una realtà importante anche per l’intera comunità locale.

«Per i ragazzi - conclude il presidente - il centro è utile per l’aspetto occupazionale, per tenerli impegnati e insegnar loro qualche attività. E credo che per la comunità sia fondamentale il messaggio che vogliamo trasmettere. Un oggetto dimenticato può servire ad altri. I concetti di recupero, solidarietà ed economia circolare dovrebbero essere alla base della nostra società». —

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