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Chef Barbieri affida a Erik il suo bistrot Fourghetti

Daniele Montanari

Lavacchielli ha 28 anni e lavorava da quattro anni al suo fianco a Bologna «È una soddisfazione enorme essere scelti da un pluristellato come Bruno»

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PAVULLO

Da braccio destro a nuovo timoniere del prestigioso locale. A soli 28 anni. Che Erik Lavacchielli fosse un ragazzo di talento ormai lo si era capito. Ma nessuno si aspettava che il grande chef Bruno Barbieri (7 stelle Michelin) decidesse di affidare al giovane pavullese (la famiglia ha il forno Lavacchielli in via Giardini Sud) la sua creatura: il bistrot Fourghetti di Bologna. Qui i due lavorano assieme da quattro anni (ma tra diversi progetti, collaborano da dieci), con Erik nel ruolo di chef executive, il suo “secondo” insomma. Ieri mattina Barbieri gli ha dato l'annuncio con un video Facebook molto coinvolgente, girato nella cucina del Fourghetti davanti a un piatto di tagliatelle, sua grande passione, che ha chiesto al ragazzo di cucinare: «Da oggi firmerai tu i menù del Fourghetti, ti affido le redini del bistrot - gli ha detto - sei un ragazzo splendido, con cui ho lavorato assieme per un sacco di anni ed è arrivato il tuo momento. Hai imparato tanto, ti lasco solo con una raccomandazione: cucina come sei dentro, nel piatto deve esserci il tuo io. E se vorrai, racconta un po' anche di Bruno Barbieri. Ti voglio troppo bene Erik, sono veramente felice per te».

Che momento Erik, ora sei chef patron a soli 28 anni. Come la vivi?

«È un'emozione indescrivibile: Bruno ha così tanta fiducia in me da affidarmi un grande locale come il Fourghetti. È una soddisfazione enorme, ma anche sfida: adesso tocca a me dimostrare di essere all'altezza».

Ti senti pronto?

«Pur con un certo brivido, sì: già prima come chef executive seguivo passo dopo passo tutto il lavoro della brigata di cucina e dei ragazzi in sala, adesso continuerò a farlo aggiungendo qualcosa di mio, e puntando a fare ancora meglio. Diciamo che adesso sarò un po' più libero».

Cambieranno i menù?

«Non troppo: sono influenzato dalla cucina di Bruno, che rispetto profondamente. La mia impronta sarà sulla scia della tradizione emiliana con qualche rivisitazione in particolare sul dolce. Del resto, vengo da una famiglia con pasticceria e forno... Che con me condivide questo grande orgoglio».

Dal forno di famiglia e la Scuola Alberghiera di Serra, alle redini di un prestigioso bistrot a soli 28 anni: te lo saresti immaginato?

«È stato un cammino splendido, che ha visto importanti momenti di crescita anche in giro per l'Italia, in Spagna e a Londra, dove ho conosciuto Bruno iniziando a collaborare con lui e seguirlo nei suoi show cooking ed eventi. Poi si è creata la grande occasione a Bologna nel progetto Fourghetti, e dall'impegno di tutti i giorni a dare il meglio è nata ora questa nuova grande opportunità di dimostrare valore. Nella vita ci vuole la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, certo, ma l'impegno è sempre l'80% dell'opera. E per continuare a crescere serve una grande squadra, per cui sono fiero di condividere questa nomina con tutto il team di cucina e di sala del Fourghetti: sono convinto che faremo grandi cose insieme».

E Bruno?

«Non finirò mai di ringraziarlo: come mi ha detto di fare, metterò senz'altro del mio nel piatto per raccontare anch'io una storia di cucina italiana. E ovviamente l'aspetto a tavola, per vedere come me la cavo...». —

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