«Parco Ducale, le 49 villette? Uno sfregio alla reggia estense»
Lo storico dell’arte Montanari e Italia Nostra puntano il dito contro il cemento L’assessore Liberi: «È una scelta ereditata da Pistoni e dal Pd ma iter corretto»
Mentre saranno restaurati con 4 milioni di euro la facciata sud e il giardino antistante di Palazzo Ducale, l’occhio umano potrebbe presto “ammirare” nei pressi nuovo cemento.
Non subito, però, perché i proprietari della vecchia discoteca “Goya”, oggi abbattuta, dovranno presentare a Comune e Soprintendenza un progetto esecutivo. E dovrà essere in linea con le indicazioni preliminari espresse da questo secondo ente. Tornano a fare discutere 49 villette di pregio che il Comune, secondo il progetto della precedente giunta, intende costruire dove un tempo si estendeva l’immenso parco ducale degli Este.
Siamo, infatti, nell’area verde non lontana da via Indipendenza, proprio all’interno dei confini storici, vicino a un filare di pioppi, dell’antica lunga area verde che faceva da sfondo a Palazzo Ducale.
Da tempo ci sono polemiche per questo progetto, un piano che è stato approvato dal consiglio comunale nel dicembre 2017 su iniziativa della giunta del sindaco Claudio Pistoni. A riportare di attualità la vicenda è ora Tomaso Montanari, storico dell’arte ed ex presidente della associazione di cultura e politica “Libertà e Giustizia”.
«A Sassuolo - sostiene Montanari - la giunta di centro destra è decisa a fare costruire in tutta fretta ben nuove 49 villette. Alla faccia del recupero edilizio, direte voi. Ma non solo: il progetto prevede che esse sorgano nel parco Ducale, in quanto resta del celebre giardino della Delizia Estense, residenza di campagna dei duchi di Modena che fu realizzata ricorrendo al consiglio di artisti del calibro di Gian Lorenzo Bernini. Un luogo da sogno, ormai assai mutilato e ristretto che però potrebbe risorgere se solo Stato e Comune si accordassero per restaurare, recuperare, tutelare e aprire ai cittadini. Invece, ecco il cemento».
Anche Italia Nostra Modena da tempo si è associata a questa battaglia contro le villette. «È fermo convincimento di Italia Nostra - spiega l’associazione - che la tutela sarebbe radicalmente negata dalla trasformazione edilizia di quello specialissimo luogo. Sulla rivendicazione di edificabilità della area privata, pur se riconosciuta nello strumento urbanistico, prevale il precetto costituzionale (art.9) di tutela del paesaggio che è bene di tutti. Non risulta che la Soprintendenza abbia partecipato al procedimento urbanistico (Poc/Pua) con un formale parere, ma in ogni caso la tutela si esercita nella fase attuativa con l’autorizzazione paesaggistica sul singolo progetto esecutivo. È in questa sede che l’Ufficio esprime la sua vincolante impegnativa valutazione di compatibilità».
In Comune intanto dicono di non avere tentennamenti.
«L’intervento edilizio nella zona di via Indipendenza alle spalle dell’ex Goya - spiega l’assessore all’urbanistica Ugo Liberi, - nasce dall’approvazione del Piano Strutturale Comunale nel 2007 ed ha seguito un lungo iter burocratico fatto di pareri ed autorizzazioni, compresa quella della Soprintendenza, tutti regolari. Nel Psc del 2007 veniva individuata quella porzione di parco come area edificabile da allora è iniziato il lungo iter che ha portato all’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni tra cui quella del Servizio Sanitario Regionale, Arpae, e Provincia di Modena, che hanno portato all’approvazione del Piano Urbanistico Attuativo in Consiglio Comunale in data 18 dicembre ’17. Tutto l’iter amministrativo è stato svolto correttamente e l’amministrazione comunale non ha alcun titolo per ritirare concessioni legittimamente concesse, ampiamente autorizzate e nemmeno ne ha l’intenzione: e noi vigileremo sulla qualità edilizia delle nuove costruzioni». —
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