«Nell’ospedale batte il cuore della Bassa»
In duecento al sit in davanti il Santa Maria Bianca per chiedere garanzie sul futuro dei reparti e gli investimenti
MIRANDOLA
«L’ospedale è il cuore della Bassa. Vogliamo garanzie sui reparti e vedere realizzati gli investimenti promessi...». In duecento ieri al presidio davnti l’ospedale Santa Maria Bianca. La manifestazione, organizzata in seguito alla chiusura dell’ultima sala operatoria dell’ospedale a causa della solita turnazione estiva, ha visto la presenza di alcune delle più importanti figure politiche dell’Area Nord. Dal sindaco di Mirandola Greco, a quello di San Felice Goldoni, da Borghi di San Prospero a Luppi e Prandini di Cavezzo e Concordia. Con loro esponenti del centrodestra e centrosinistra. Ad aprire la serie di interventi Nunzio Tinchelli esponente del Movimento 5 Stelle di Mirandola: «Non è un’iniziativa contro ma a favore. Non possiamo vivere di sole promesse, ora vogliamo date certe e sapere come girano le cose intorno all’ospedale». La parola è poi passata ai comitati che da anni si battono per il potenziamento del nosocomio, tra cui Roberto Reggiani del comitato civico “Questa è casa mia” e Ubaldo Chiarotti sostenitore dell’evento che ha riassunto le vicende storiche che negli anni si sono susseguite attorno l’ospedale, ripercorrendo le ipotesi di una struttura baricentri a tra Carpi e Mirandola e il passaggio ad una visione di due ospedali di primo livello. «L’obbligo di noi sindaci è quello di presidiare le promesse che ci hanno fatto per vederle poi concretizzate in tempi brevi - ha detto Sauro Borghi - Veniamo dall’emergenza Covid e sappiamo tutti quanto una struttura di questo tipo sia importante per il nostro territorio. Non c’è colore politico sulla sanità. L’impegno da parte mia e degli altri sindaci c’è e ci sarà». Nicoletta Arbizzi dell’associazione “La nostra Mirandola” ha ringraziato tutti i partecipanti: «Da vent’anni combatto per questa causa. Questa è una giornata vincente perché c’è tanta gente qui, la salute è di tutti ma tutto è condizionato dagli interessi di partito». Per Paolo Negro, esponente Pd all’interno dell’Unione dei Comuni Area Nord «quello della Ctss è un voto importante. Non accettiamo la descrizione catastrofica del futuro dell’ospedale di Mirandola di cui invece l’ultima assemblea sulla sanità ha sancito la centralità. Grazie al lavoro politico che abbiamo fatto e che rivendichiamo, oggi c’è un rilevante piano di potenziamento e di investimenti su Mirandola. L’assessore regionale Donini lo ha confermato. Ora però basta attese: la realizzazione di questo piano di crescita dell’ospedale va accelerato e rafforzato, in forza dell’esperienza dell’emergenza Covid-19. Presenterò un’interrogazione per avere tempi certi sulla ripresa dell’attività chirurgica d’urgenza nell’ospedale e ogni tre mesi ne presenteremo una rivolta all’Ausl e alla Regione per monitorare lo stato di avanzamento di tutti gli impegni, perché alle parole seguano i fatti». Al presidio era presente anche il consigliere regionale del gruppo di Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo: «Da Fratelli d’Italia è viva la proposta di rendere l’ospedale interprovinciale in modo da comprendere anche Correggio. Il centro di Mirandola è fondamentale per le dinamiche della Bassa. Noi siamo pronti a sottoscrivere un patto in cui si impegna la giunta a garantire che il Santa Maria deve garantire servizi essenziali per una comunità così vasta». —
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