Gazzetta di Modena

Modena

dopo la sentenza del tar sfavorevole 

Rifiuti, guerra sulle tariffe È pace con Hera e Atersir

Daniele Dei

Via libera del sindaco Menani all’accordo con i due soggetti del settore servizi La giunta: «La transazione permetterà di risparmiare 60mila euro»

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Il Comune di Sassuolo fa “pace” con Hera e Atersir per quanto riguarda la questione delle tariffe per la raccolta dei rifiuti, dopo che nel 2012 entrarono in vigore i nuovi criteri di calcolo per il servizio di igiene urbana a carico degli enti locali. È di questi giorni infatti il via libera da parte della giunta del sindaco Gian Francesco Menani a sottoscrivere l’accordo con le due realtà legate al settore dei servizi, accettando dunque le sentenze del Tar di Bologna emesse nel gennaio di quest'anno.

Il Comune di Sassuolo, che presentò ricorso nel 2013 durante il mandato da sindaco di Luca Caselli, contestò una serie di violazioni di legge sulla delibera dell'agenzia regionale Atersir che determinava le tariffe sulla base dei conti presentati dal gestore Hera. Tra queste, quelle sulla legge in materia di fabbisogni standard e del principio di tipicità degli atti amministrativi, lamentando anche un danno erariale a carico delle proprie casse e dei residenti.

Il Tar però ha respinto tali tesi, specificando che «il Comune aveva elementi sufficienti per controllare la regolarità delle prestazioni» e «in merito alla presunta violazione della convenzione regolante i rapporti tra l’agenzia d’Ambito e il gestore Hera, le argomentazioni comunali sono del tutto infondate».

Inoltre, «il Dpr numero 158/1999 non richiede la specificazione dei prezzi unitari di ogni singolo costo del servizio, ma l'indicazione aggregata delle varie voci di costo» rispondendo alla accusa di mancata indicazione dei prezzi unitari.

A ogni modo, il Comune di Sassuolo alla fine della fiera avrebbe dovuto versare 61.283,04 euro tra Hera e Atersir a titolo di spese di soccombenza.

A luglio però entrambe, tramite Pec, hanno comunicato all'amministrazione sassolese di essere disponibili a rinunciare a tali somme, a patto che il Comune accettasse le sentenze del Tar, rinunciasse a presentare ricorso al Consiglio di Stato e abbandonasse tutto il contenzioso pendente.

Il Comune, comunque, aveva già dichiarato a giugno di non voler procedere con le vie legali di secondo grado.

Per la giunta dunque diventa «opportuno sottoscrivere la transazione in quanto consente al Comune di Sassuolo di risparmiare» oltre 60mila euro, come viene riportato nella delibera che è stata approvata i primi di agosto.

«Uno degli elementi che l’ente deve considerare - si legge sempre nel parere fornito dalla giunta - è sicuramente la convenienza economica della transazione in relazione all’incertezza del giudizio, intesa quest’ultima in senso relativo, da valutarsi in relazione alla natura delle pretese, alla chiarezza della situazione normativa e a eventuali orientamenti giurisprudenziali».

Il Comune di Sassuolo fu il primo a intraprendere una simile azione: seguirono anche altre amministrazioni, sempre del territorio provinciale, tra le quali quelle degli altri municipi dell'Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, cui si sommano anche quelle dell'Unione dei Comuni Terre di Castelli. —



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