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Cervia o Pinarella? No, è Marano Beach «Come in spiaggia, ma con più fresco»

Elena Pelloni
Cervia o Pinarella? No, è Marano Beach «Come in spiaggia, ma con più fresco»

Sulle rive del fiume Panaro sono in tanti con ombrelloni e lettini «In mezzo alla natura e lontani dal caldo che attanaglia le città» 

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MARANO. Sono molti i modenesi che non sapendosi decidere tra mare e montagna, preferiscono il fiume. Stiamo parlando del Panaro, nel tratto del corso che va da Casona a Marano, dove sorge la celebre “Marano beach”. Per le persone del posto, ormai, si tratta di un’istituzione: un luogo in cui è possibile fuggire il caos cittadino e godere di un clima più ventilato. Anche in un’estate particolare come quella del post-lockdown, sono molti a preferire la tranquillità e la frescura del lungo fiume rispetto alle più gettonate mete turistiche.

«Sono molti anni ormai che frequentiamo il lungo fiume del Panaro. Abitiamo a Modena e in estate il caldo della città diventa insopportabile - spiega Annamaria Ceci, in compagnia del marito Leonardo e della figlia Beatrice - potremmo andare in piscina, ma preferiamo venire qui in mezzo alla natura. Si sta bene, perché l’aria è più fresca e c’è meno caos».

«È il secondo anno che vengo qui, a Casona. Sono di Vignola e mi piace la tranquillità di cui si può godere durante la settimana. Per questo motivo, nel week end, mi fermo qui solamente il sabato. Alla domenica c’è troppo caos e spesso ci sono persone che non rispettano la quiete» afferma Dora Catalano.

Ma il Panaro sembra essere conosciuto anche oltre confine. «Noi veniamo da Milano e siamo in zona per rivedere una nostra amica che abita a Modena», spiega la giovane Nastassja Angarano, in compagnia dell’amico Enid Sadedini. L’amica in questione, di origini abruzzesi, è Chiara Colaizzi: «Non conoscevo il Panaro, è la prima volta che vengo - spiega - l’ho trovato grazie su internet. Certo, noi siamo abituati all’Adriatico, ma quella della giornata al fiume ci sembrava un’esperienza da provare!».

Oltre al gracidare dei grilli e allo scorrere del fiume, c’è anche chi fa sentire la propria presenza, con il suono di carne che griglia e con musiche latine. «Viviamo a Modena da molti anni, ma siamo in parte di Santo Domingo e in parte di Cuba. Ci piace venire qui al fiume, perché siamo una famiglia molto numerosa e in questo modo possiamo fuggire il caldo delle case di città» racconta la signora Miosotis Castro, mentre balla a ritmo di salsa. Armata di barbecue, stereo e ombrelloni, la famiglia Castro è composta da tre generazioni, con un gran numero di ragazzi e bambini. «Gli scorsi week end siamo stati al mare nella riviera romagnola -continua Miosotis - oggi compio 54 anni e siccome, a causa del Covid-19, non potevo organizzare una festa con tutti gli amici che avrei voluto, sono venuta qua con la mia famiglia, per passare una giornata all’aria aperta e in modo più sicuro».

Nella vera e propria “Marano beach”, subito fuori dal centro del paese, lungo il Panaro, è la “Baracchina” di Daniele Cicirelli a farla da padrona. «Nonostante sia l’estate del Covid, l’affluenza di persone è molto buona - spiega Daniele - le presenze sono sempre più numerose nel week end, ma abbiamo persone che frequentano abitualmente il parco anche durante la settimana».

Quest’anno, lungo Panaro, ci sono anche le oltre mille opere in sasso di Massimo Galassi a rappresentare una meta per i turisti. «Vengono molte persone ad ammirare le sculture installate sul greto del fiume. L’artista ne crea di nuove ogni giorno e rappresentano un tributo per le vittime del Covid», conclude Daniele Cicirelli.

Tra i turisti di ieri, anche un gruppo di scout: i giovani del Modena 5. «Dato che quest’anno, a causa delle misure anti Covid, non possiamo portare i ragazzi in uscita, siamo qui per fare un servizio sul territorio. Siamo arrivati in bicicletta da Modena e oggi ci dedicheremo a una giornata di pulizia e ripristino di alcune aree del parco», racconta uno dei responsabili, Riccardo Gardinali. Applausi. —




 

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