Lambruscolonga d'estate: bollicine nei calici e le stelle sui monitor
MODENA Calici tintinnanti e stelle cadenti. La passione per il lambrusco e i desideri per San Lorenzo. La socialità ritrovata nelle strade e lo sguardo rivolto alla volta celeste. Gastronomia e astronomia si fondono nella Lambruscolonga sotto le stelle. È l’edizione numero 14, ma è come se fosse la prima. La serata da “tutto esaurito” si sviluppa dalla Lambruscheria a piazza Roma.
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A centinaia seguono le orme di Cassiopea e Orione, i nomi astrali dei percorsi. In una piazza Roma meno illuminata del solito, osservano più da vicino Giove e Saturno. In una Modena torrida, l’unione di terra e cielo rende l’aria più effervescente. «Siamo la manifestazione più frizzante d’Italia». Così il titolare della Lambruscheria, Alessio Bardelli, saluta il brindisi iniziale alle 20,12 di ieri. Al taglio del nastro Alessandro Bonacorsi, in arte Alle Tattoo. Dopo un lockdown che si sente ancora «tanto tanto», il tatuatore lancia una ripartenza all’insegna della «emilianità».
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Un’emilianità riscoperta dai modenesi e non solo. «Abbiamo coinvolto ragazzi dalla Svizzera, da Milano, da Parma», elenca il tatuatore in veste di testimonial. Non hanno bisogno di coinvolgimento i giovani. L’attesa di ricevere i calici con le cartine è premiata dal brindisi, rimossa la mascherina.
«Con la mascherina si esce lo stesso e si proteggono i familiari», riconosce Elisa Corradini. «Con la mascherina speriamo di tornare alla normalità», aggiunge Nadir Sahbani. I due percorsi si incrociano nella stellata cornice di piazza Roma.
«Siamo tutti in difficoltà a livello economico - garantisce Mauro Rossi dall’osteria di Modena - perché il calo si vede e si sente. Non dobbiamo però mollare». Di fronte al locale, uno schermo mostra le bellezze della volta celeste. Le osservazioni davanti all’Accademia hanno un riflesso più ampio al Planetario Francesco Martino. Una prima base sulle meteore sciamanti (o lacrime di San Lorenzo), poi gli sguardi sulla terrazza si volgono al cielo. Protetti da mascherine riutilizzabili, gli occhi osservano più da vicino le meraviglie che travalicano la Terra. Le immagini dei telescopi sono proiettate su monitor e schermi di cellulari. «Abbiamo predisposto strumenti per le osservazioni rispettando i parametri sanitari», la spiegazione di Enrico Artioli, direttore del Planetario. L’evento astronomico tornerà dopodomani con un formato analogo.
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