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Il rammarico del sindaco Palazzi: «Abbiamo sempre chiesto legalità»

F.D.
Il rammarico del sindaco Palazzi: «Abbiamo sempre chiesto legalità»

Il primo cittadino in ufficio con i fedelissimi «Sono sorpreso, temo per il blocco dei lavori» 

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le reazioni

Doveva essere in Unione per la solita riunione settimanale e già assaporava alcuni giorni di ferie con la famiglia dopo un 2020 comunque molto complesso. E invece il sindaco Sandro Palazzi si è catapultato in municipio non appena ha saputo dell’arrivo dei carabinieri. Scambi di saluti cordiali e poi il primo cittadino si è chiuso in ufficio insieme ad alcuni fedeli consiglieri e prima della Giunta a cui hanno partecipato gli assessori Gianluca Borgatti, Beatrice Ferrarini e Lorenzo Biagi. Non c’era il segretario generale Marco Carapezzi, sostituito dalla dottoressa Tiziana Forni.

Palazzi è rammaricato, allarga la braccia quando gli si chiede un commento. Teme soprattutto una cosa: che la macchina della ricostruzione post terremoto e tutto ciò che riguarda l’ufficio Lavori pubblici e Manutenzioni possa andare in fase di stallo con i dipendenti intimoriti a maneggiare qualsiasi atto. Storia già vista da queste parti nel biennio 2015-2016. «Non ci sono avvisi di garanzia - tiene subito a specificare il sindaco - Abbiamo fornito tutta la documentazione che i carabinieri ci hanno richiesto. Oltre a questo è difficile dire, so cosa gli investigatori vogliono ma non so quale sia la finalità: non ci resta che attendere. Sono rammaricato, certo. Abbiamo sempre chiesto ai nostri uffici di rispettare tutti i passaggi burocratici a partire dagli affidamenti fino alle gare di appalto. Io e la mia maggioranza abbiamo sempre invocato la legalità che talvolta ci ha portato a ricevere critiche per la lentezza degli atti».

Eppure ora emerge che molti avevano espresso perplessità sul lavoro di Francesco Alberti e dell’ufficio Lavori pubblici e tra i più critici (anche per la manutenzione dei cimiteri) c’è l’assessore Fernanda Paganelli a cui il sindaco, nei giorni scorsi, aveva ritirato alcune deleghe operative. Qualcuno, tra l’altro, sta meditando le dimissioni piuttosto che restare a farsi logorare nell’anno pre elettorale, ma ogni valutazione è demandata al post Ferragosto. Chi invece studia una strategia comune sono le opposizioni che ieri sera si sono ritrovate per studiare un piano unico di critica. —

F.D.

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