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Il drone vola su Sant’Anna e riapre il “caso amianto”

Gabriele Farina
Il drone vola su Sant’Anna e riapre il “caso amianto”

Le immagini dall’alto mostrano diversi giacimenti di alcuni tetti di Viale Molza Zanoli: «Situazione pietosa che doveva già essere risolta. Bisogna intervenire»

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Gabriele Farina/SAN CESARIO

Una situazione «pietosa». Mirco Zanoli torna sul “caso amianto” a San Cesario. Punta i riflettori sui tetti di alcuni edifici in viale Molza, a Sant’Anna. Svela immagini viste con i droni. Mostra documenti in cui si richiedono interventi. Risale al 12 settembre una relazione sull’area. «Dalle valutazioni si denota uno stato scadente su tutte le coperture», emerge. La soluzione indicata? «Bonifica nel giro di tre anni e una valutazione annuale». Dello stesso parere l’Ausl di Modena. «Non si hanno elementi, per quanto riguarda la maggior parte delle coperture, per non concordare con le conclusioni del consulente - la valutazione dell’Ausl - e quindi prevedere la bonifica, mediante rimozione, entro settembre 2022». Il servizio di Igiene Pubblica ha richiesto «un ulteriore esame, in tempi brevi» alla luce del maltempo nei mesi seguenti alla consulenza privata. Inoltre, ha sottolineato la necessità di predisporre «in tempi brevissimi un intervento di rimozione di tutti i frammenti di lastre depositati sulle coperture nonché di eventuali lastre non più ancorate alla struttura, al fine di evitare la possibile dispersione di fibre». La valutazione è datata 9 giugno 2020. Il 17 maggio 2020 il Comitato di Carpi dell’Osservatorio nazionale amianto (di cui Zanoli è vicecoordinatore) aveva presentato «una segnalazione di rischio sanitario». Due i fattori sotto la lente: «La vetustà dei manufatti in cemento-amianto unita all’azione combinata degli eventi atmosferici intensi». L’11 giugno 2020, il Comune ha disposto due misure. Da un lato, «rivedere le condizioni» di alcune coperture «entro 45 giorni del ricevimento della presente comunicazione». Dall’altro, rimuovere «frammenti di lastre depositati sulle coperture nonché di eventuali lastre non ancorate alla struttura stessa entro 60 giorni dal ricevimento della presente». Nel secondo caso, è stato ritenuto necessario presentare un piano di lavoro al servizio di Prevenzione sicurezza ambienti di lavoro «almeno 30 giorni prima». Date e scadenze non rispettate secondo l’Osservatorio. Il sopralluogo effettuato con il drone è di lunedì scorso. L'indomani sarebbero scaduti i sessanta giorni per la rimozione. «La situazione è tuttora immutata - attacca Zanoli - se non peggiorata dalle ulteriori temperie». Poi illustra la presenza di «lastre frammentate e/o sparse sui tetti, vegetazione che avvolge ampie parti di coperture e si denotano presumibili accatastamenti di lastre in materiale simile a eternit a terra». Dalle osservazioni la richiesta di accesso agli atti. Tra i documenti richiesti, il dettaglio delle «azioni che degli enti a fronte dell’attuale situazione». L’auspicio di Zanoli è che si possa procedere con «celerità». Ecco quindi la sollecitazione perché siano «fatti i lavori richiesti da Ausl». —

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