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IL SERVIZIO 

Farmacia comunale Metà dei farmaci consegnati direttamente a casa

Gabriele Farina
Farmacia comunale Metà dei farmaci consegnati direttamente a casa

«L’emergenza ci ha imposto una nuova organizzazione e i risultati con l’aiuto della Croce Blu sono molto positivi»

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Consegna dei farmaci a domicilio. Passaggi di terapie dal posto letto a casa. Prenotazioni per evitare assembramenti. Con questi e altri accorgimenti la farmacia ospedaliera del Ramazzini risponde alla sfida della pandemia. «I pazienti che prendono farmaci non possono smettere di assumerli», l'assunto di base esposto dalla dottoressa Nilla Viani. Viani è la direttrice del Dipartimento farmaceutico interaziendale. «Abbiamo dovuto adottare le misure di sicurezza dalla sera alla mattina», rivela la direttrice. Dall’inizio del lockdown, circa «il 50% del servizio» è stato svolto su prenotazione. «Prepariamo prima di tutto la terapia per il singolo paziente - elenca Viani - senza la necessità che sia presente fisicamente». Le possibilità sono diverse. Dopo lo scoppio della pandemia, è stato attivato con la Croce Blu un servizio di consegna a domicilio. Telefonando al numero 059 4728738, i pazienti possono chiedere i medicinali direttamente nella propria abitazione. Sono 2.393 i servizi di consegna (di medicinali e spesa) a domicilio effettuati dal 16 marzo al 31 luglio. Una fornitura scelta da «circa il 25% dei pazienti», come specificato da Viani. «Il servizio è ancora attivo ed è assolutamente gratuito», garantisce la dottoressa. La farmacia ospedaliera ha continuato a distribuire i medicinali ai singoli reparti. Con essi il contatto è rimasto costante. Così i farmacisti hanno potuto registrare le singole terapie somministrate ai pazienti ancor prima che accedessero alla farmacia stessa. Il «modello normale» prevedeva l’accesso al momento del bisogno. Un paziente riceveva le indicazioni di terapia nel reparto. Si recava in farmacia. Attendeva il turno. Otteneva il prodotto e usciva. Un modello problematico ai tempi del Covid. «Abbiamo cercato di evitare l’accesso ai pazienti interni - aggiunge la direttrice - accedendo alla documentazione dei pazienti. Attraverso i reparti otteniamo la lettera di dimissione e la terapia del paziente quando è ancora in reparto. Così possiamo prevenire l’accesso, fintanto che è possibile». Viani precisa che la riorganizzazione attuata a Carpi riguarda «tutte le nostre farmacie del Dipartimento: il Policlinico, Baggiovara…». Dalla prima struttura emerge un modello da «zero code» che punta tutto sulla prenotazione. «Il paziente può prenotare l’ora e il minuto in cui vuole ritirare la terapia - spiega la direttrice - sia da casa sia sul luogo. Per esempio, può scegliere di ottenere un farmaco alle 10,20 di un tal giorno. Così si presenta il dì stesso alle 10,15 e viene chiamato immediatamente». V’è poi la possibilità di «dare noi come farmacia un appuntamento con una data e un’ora precisa». Tutti sistemi per «recuperare tempo ed evitare affollamenti», conclude Viani. —

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