Gli otto Comuni contro Mirandola Ricorso al Tar per annullare l’exit
I sindaci decidono per le vie legali a salvaguardia dell’Unione Decisivi i pareri negativi di Avvocatura regionale e Ragioneria
MIRANDOLA
Quarto atto della Mirandola-exit. Se i primi tre se li era aggiudicati la città dei Pico con le altrettante votazioni del Consiglio comunale che ha sancito l’addio all’Unione, adesso gli altri otto Comuni tentano di portare la vertenza nei tribunali. «I sindaci di Camposanto, Cavezzo, Concordia, Finale, Medolla, San Felice, San Possidonio e San Prospero - si legge in una nota - hanno deliberato di dare mandato a un legale di costituirsi in giudizio nel presentare ricorso al Tar Emilia Romagna, in relazione alla decisione del Comune di Mirandola di recedere dall’Unione Comuni Modenesi Area Nord, con un atto deliberativo unilaterale».
«Si tratta di un atto dovuto a tutela dell’Unione e dei cittadini per i servizi erogati - aggiungono - dal momento che sussistono ragioni e pareri non favorevoli, contenuti nella delibera del Consiglio comunale di Mirandola, in violazione al vigente quadro giuridico-istituzionale, delineato dalla normativa statale e regionale».
I pareri negativi alla delibera di Consiglio comunale a cui i sindaci fanno riferimento sono quelli della Ragioneria di Mirandola («Il parere è negativo in ragione dell’impossibilità di poter avere un parere di tipo contabile per l’assenza di un’analisi delle condizioni e degli effetti del recesso. Tali condizioni potranno definirsi solo con l’attivazione del percorso di reinternalizzazione dei servizi», si è difeso il sindaco Greco), dei revisori dei conti del Comune e soprattutto dell’Avvocatura della Regione. Da Bologna hanno infatti evidenziato che la durata di conferimento minima dei servizi è di cinque anni e la revoca anticipata è priva di ogni effetto. Se così fosse allora Mirandola potrebbe riprendersi solo i servizi conferiti prima del 2015, ma non potrebbe recedere integralmente dall’Unione a cui rimarrebbe legata per le tante funzioni. In tal caso, quindi, Greco e la sua Giunta potrebbero ragionare soltanto su Tributi (conferito nel 2004), polizia locale (2011), servizio bibliotecario, paghe, promozione ambientale e Suap. Un po’ pochino per riprendersi la sovranità totale a cui ambiva la maggioranza di centrodestra.
Il ricorso degli otto Comuni dovrà essere depositato quanto prima visto che la Mirandola-exit partirà dal 1 gennaio 2021; andrà inoltre valutato se chiedere una sospensiva del provvedimento o si punterà ad avere una sentenza immediata nel merito. Si concretizza così quanto già si sospettava a giugno, durante le tre votazioni del Consiglio, ossia l’incombere sulla delibera mirandolese di ricorsi amministrativi, mentre farà storia a sé l’esposto avanzato dal Pd e depositato alla magistratura della Corte dei Conti. —
F.D.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
