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Palazzi: «Non mi dimetto e i Lavori pubblici stanno lavorando tanto»

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FINALE

Nel suo ufficio ha un enorme foglio in cui annota lo stato di avanzamento dei progetti pubblici. E sono diversi quelli in elenco seppur molti non siano ancora arrivati neppure all’accantieramento. Eppure il sindaco Sandro Palazzi, con una lunga nota in cui rivendica il lavoro svolto dall’ufficio Lavori pubblici negli ultimi anni, chiede ai finalesi di pazientare ancora e conferma l’intenzione di non dimettersi, dopo l’accesso dei carabinieri in Comune, prima della scadenza del mandato.

«Onestà e trasparenza sono valori in cui credo profondamente e su cui ho basato quotidianamente sia il mio lavoro di amministratore pubblico, sia quello degli uffici del comune con tutti i dipendenti ai quali do massimo appoggio e sostegno - scrive il sindaco - Con queste prerogative porteremo a termine il nostro mandato, chiedo ai nostri concittadini la fiducia di proseguire e di avere pazienza. Aspettiamo con serenità l’evolversi delle indagini a testa alta e senza paura».

«Quanto accaduto - continua Palazzi - non è certo piacevole e non sono qui a dire, “non è successo niente”, ma chiariamo una cosa importante, l’ufficio Lavori pubblici continuerà a lavorare con impegno e dedizione per garantire il proseguimento delle opere di ricostruzione e manutenzione. In 4 anni abbiamo rimesso in moto una macchina demolita, distrutta da una becera politica, un po’ alla volta e ancora molto lavoro è da fare».

Tra i progetti in fase di elaborazione ricorda “gli 800mila euro per progettazione ed asfaltatura strade, 90mila euro per dei lavori di risanamento e ristrutturazione del Palazzo Pirani, 1.8 milioni di euro per la predisposizione della gara d’appalto del nuovo palazzetto; 200mila euro per i lavori di ricostruzione degli spogliatoi dello stadio e 20mila euro per il rispristino della fontana di piazza Baccarini; 20mila euro per il restauro del “Candido”, 70mila euro per acquisti di materiale per le scuole in modo da adeguarle alle normative anti covid-19. Abbiamo portato a compimento gli importantissimi progetti esecutivi del municipio e del teatro, fermi al palo, e fatto partire la progettazione di Torre dei Modenesi e Castello di cui non c’era nulla, nemmeno una ipotesi di progetto».

E infine arriva la difesa dell’ufficio Lavori pubblici e dell’architetto Francesco Alberti: «Le spese di progettazioni, è risaputo, sono parametrizzate e proporzionali al valore dell’opera finanziata e quindi forse vuole dire che stiamo lavorando?». —

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