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LA STORIA 

Processione saltata il Covid blocca i fedeli come durante la guerra

S.C.

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«Solo per le due guerre mondiali non si è tenuta la processione. E una volta nei primissimi anni del secolo, forse il 1902, ci fu la sospensione per il timore di scontri di piazza. Sapete, erano tempi di contrapposizioni sociali fortissime con socialisti e anarchici, nelle campagne».

Alfonso Garuti, storico di lungo corso delle vicende carpigiane, prova a tracciare un parallelo tra il blocco di oggi della processione per la solennità della Madonna dell’Assunzione e i tempi passati. Nata cinque secoli fa, la tradizionale processione si è sempre tenuta tra le strade della città, con qualsiasi condizione di tempo e soprattutto di condizioni politiche, di dominazioni e di condizioni sanitarie.

Persino con la tremenda peste del 1630, quella dei Promessi Sposi per intenderci, si tenne ugualmente la celebrazione religiosa in pubblico.

Ma con il Covid anche le autorità diocesane hanno dovuto rivedere la formula. Queste del resto sono le indicazioni del Vaticano in tutte le zone colpite dal coronavirus. A memoria d’uomo quindi solo dal ’43 al ’45 le manifestazioni religiose furono interrotte per evitare folle incontrollabili o per diventare oggetto di attacchi anche dall’aria.

Ma quello che non ha fatto la guerra è riuscito a fare la malattia più subdola e più invasiva degli ultimi cento anni, fermando tutti.

Oggi niente processione nelle strade di Carpi ma una messa alle 8 davanti alla cattedrale con 500 sedie distanziate e numerate. La statua della Madonna, compatrona della città con San Verdardino e San Valeriano, verrà comunque esposta solennemente in piazza con un tragitto simbolico. —

S.C.

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