Quindici anni di attesa ma le Terre dei Castelli ora possono evolversi
Approvato il Piano urbanistico unitario di cinque Comuni Meno consumo di suolo, industrie diffuse e spazio al Panaro
Inizia a prendere forma il futuro urbanistico dei Comuni delle Terre di Castelli. È stato, infatti, approvato dalla Giunta il documento di indirizzo del Piano Urbanistico Generale, per Castelnuovo, Castelvetro, Savignano, Spilamberto e Vignola. I cinque Comuni, dal 2005, hanno intrapreso un percorso unitario per la redazione dei loro strumenti urbanistici: al tempo si parlava di Psc, sostituito oggi con il Pug.
Una svolta per i paesi, che ora potranno disegnare i loro piani urbanistici, in un quadro definito e condiviso. «Per noi amministratori è un punto di partenza, indispensabile per progettare lo sviluppo in una indispensabile ottica di area vasta - precisa Massimo Paradisi, sindaco di Castelnuovo e assessore con delega alle Politiche Integrate per l’Urbanistica dell’Unione - È un primo passo concreto dopo uno stop durato anni. Seppure tra innegabili difficoltà l’Unione è riuscita a fare sintesi e approvare un atto che permetterà agli amministratori di tradurre gli indirizzi fissati secondo le specificità del proprio Comune e territorio. Un traguardo importante, che ci mette in condizione di lavorare al meglio per lo sviluppo dei nostri territori».
Le linee guida per i nuovi Pug sono sintetizzate in sei punti. Al centro la rigenerazione urbana, che si traduce in qualità, fattori di degrado da rimuovere, sicurezza antisismica ed efficienza energetica. Viene poi affrontato il tema della sostenibilità, nell’ottica di un nuovo rapporto fra industria e territorio e il superamento delle politiche di specializzazione e concentrazione delle destinazioni produttive. C’è, poi, anche la qualità dello spazio rurale, accompagnando l’evoluzione delle tecniche e la gestione di nuove domande insediative. Si conclude mettendo al centro la valorizzazione dei centri storici, l’accessibilità e le politiche per la mobilità sostenibile, lo spazio della natura, con particolare riferimento agli ambienti fluviali del Panaro, la rete ecologica, la biodiversità e la forestazione urbana.
La palla ora passa ai Comuni: «Come Castelnuovo - prosegue Paradisi - entro la fine del mese abbiamo in programma un primo incontro con i nostri tecnici, poi a settembre il percorso proseguirà con un tavolo insieme ad alcuni esperti di settore. Dopo questa prima fase, organizzeremo momenti di condivisione con la cittadinanza, per far conoscere alla comunità la nostra idea sulla Castelnuovo che verrà». —
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