Gazzetta di Modena

Modena

Tifosi ed ex meccanici ricordano Enzo Ferrari «Aveva grande umanità»

Paola Ducci
Tifosi ed ex meccanici ricordano Enzo Ferrari «Aveva grande umanità»

Commozione in san cataldo per il 32° della scomparsa 

3 MINUTI DI LETTURA







«Cascasse il mondo ma io il 14 agosto non ci sono per nessuno perchè devo venire a Modena a rendere omaggio al grande Enzo Ferrari”». Sono le parole di Costantino Fioravanti, venuto a Modena appositamente da Bergamo ieri mattina, tifoso della Ferrari che dal 1993 non manca una vigilia di ferragosto nella nostra città per portare un saluto al Drake nel giorno dell’anniversario della sua morte. E ieri in occasione dei 32 anni della scomparsa del fondatore del “cavallino rampante” di Maranello, avvenuta il 14 agosto del 1988, al cimitero di San Cataldo il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il prefetto Pierluigi Faloni hanno deposto sulla tomba di Enzo Ferrari un cesto di fiori con la scritta “Città di Modena”. «Un omaggio della città verso una persona eccezionale che sentiamo ancora presente fra noi – afferma il sindaco Giancarlo Muzzarelli - Essere uomini sfidanti come lo è stato Ferrari è una necessità del nostro tempo e oggi più che mai è necessario guardare al futuro con quell'energia che il Drake metteva in ciò in cui profondamente credeva che ha dato risultati di lavoro e di progresso straordinari»

Il prefetto Pierluigi Faloni, presente alla cerimonia insieme a tutta la rappresentanza delle forze dell’ordine, ha ribadito il valore che la Ferrari con il suo fondatore rappresenta per Modena: «Un’intelligenza italiana che ha dimostrato a questa città e al mondo intero la professionalità, la tenacia ma soprattutto la volontà e la passione di costruire qualcosa che rimarrà per sempre».

Immancabili anche alcuni ex dipendenti che nonostante l’asfissiante cappa d’afa di questi giorni non hanno rinunciato a venire a portare il loro saluto commemorativo. «Tutti gli anni sono in montagna in questo periodo ma fino a che ne avrò le forze il 14 agosto sarò qui - dice convinto Felice De Vito, ex meccanico di Formula Uno. - Essere stato meccanico della Rossa rimane per me un'esperienza meravigliosamente indelebile e ricordo che quando decisi, mio malgrado, di andarmene poiché non potevo più seguire le corse a causa di un netto peggioramento della mia salute, il signor Enzo mi chiamò nel suo ufficio e mi disse che capiva la mia scelta ma che i cancelli di Maranello per me sarebbero sempre rimasti aperti». La grande umanità del Drake e l’affetto che provava per tutti i suoi dipendenti ha sempre colpito anche Roberto Corradi, suo autista di fiducia che ricorda: «Quando veniva a conoscenza tramite il suo braccio destro Gozzi, che qualche dipendente o le relative famiglie avevano problemi di salute, lui immediatamente e a sue spese li mandava dai più bravi medici della zona». Anche Allegro Pelloni, dipendente della Carrozzeria Scaglietti e Raffaele Vecchi che rimase in Ferrari per 25 anni sono commossi. «Il signor Enzo consegnava personalmente una medaglia d’onore a chi raggiungeva l’anzianità di almeno 15 anni - ricorda Vecchi – Quando toccò a me io mi avvicinai e gli chiesi di autografarmi personalmente la targa, lui sorridendo mi rispose che lo faceva molto volentieri e si sentiva onorato». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google