L’abici della quarantena
È il racconto della moglie di Gianni Ricci ad aprire le danze. Quando lo slogan #iorestoacasa non riusciva più a camuffare l’incertezza del domani, alle prese con i numeri drammatici di contagiati e morti, le emozioni trovano pace solo sui fogli: la solitudine dei malati in ospedali sovraffollati, l’indifferenza dei vip, l’indignazione nei confronti di chi ostentava buone azioni, l’idiozia di chi si faceva beffa delle misure di sicurezza, l’amarezza di essere additato per qualche capello bianco in più, l’angoscia nell’ascoltare le storie di chi non ce l’ha fatta, la rabbia per le scelte politiche di facciata, l’ironia dei social, l’empatia verso chi si è mostrato solidale e la vicinanza del Santo Padre.
Il contributo di Guja è in testa alle testimonianze raccolte per essere l’abici della quarantena, con tutte le sue positività e le sue negatività.
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