La ciclovia è chiusa ma la gente ignora il divieto «Apritela in fretta»
Il tracciato sull’ex Bologna-Verona piace molto ai ciclisti L’assessore Vincenzi: «Intanto costruiamo la velostazione»
CAMPOSANTO
Vedi l’asfalto nero, liscio, quasi intatto e la voglia di imboccare la strada diventa irresistibile. Eppure non si potrebbe visto che la ciclovia del Sole, la pista ciclabile europea che collegherà Verona a Bologna e poi Firenze, lungo l’ex tracciato ferroviario del Brennero, risulta ancora chiusa ai ciclisti. «Nel tratto tra San Felice e Crevalcore - spiega però l’assessore di Camposanto, Giacomo Vincenzi - mancano pochi dettagli e poi tutto sarebbe perfetto per l’apertura. Ma dobbiamo constatare, e da un certo punto di vista è un orgoglio perché dimostra che il progetto piace, che in molti hanno iniziato a frequentare la ciclovia anche se non si potrebbe. Per questo, anche con il supporto della Città metropolitana, abbiamo chiesto di poter aprire il tratto, garantendone la sicurezza e isolando eventualmente le poche zone ancora a rischio».
In effetti, nel periodo primaverile ed estivo, con un picco particolare nelle settimane successive al lockdown, decine di persone si sono riversate sulla ciclabile per delle passeggiate o una pedalata rilassante in totale sicurezza, nel mezzo della campagna della Bassa. Si intrufolano da ogni accesso, attraverso gli svincoli di quella che nei piani sarà un’autostrada per i ciclisti provenienti da tutta Europa. E per accoglierli al meglio ecco che Camposanto si candida ad ospitare la prima velostazione dell’Area Nord. Si tratta di un parcheggio sicuro per le biciclette, rinchiuse in una grata inaccessibile ai ladri, dove verrà installata anche una colonnina per la ricarica dei mezzi elettrici e una fontana per gli approvvigionamenti di acqua. «Ma io mi immagino anche un servizio di noleggio - aggiunge Vincenzi - Penso a qualcuno che potrebbe arrivare da noi con il treno da Bologna, scendere e pedalare per qualche chilometro per raggiungere i gioiellini ambientali del territorio o i paesi limitrofi, magari sfruttando un progetto di valorizzazione gastronomica. È logico che la ferrovia e la ciclovia ci connettono con l’Europa e allora credo sia arrivato il momento di investire sul serio sulla mobilità sostenibile. Camposanto, data la posizione baricentrica rispetto al tratto Mirandola-Sala Bolognese che dovrebbe essere inaugurato a ottobre (misure anti Covid permettendo), e la dotazione infrastrutturale dell’area, si candida come una delle sedi dell’evento inaugurale. L’Ucman ha creduto tanto in questi anni nel cicloturismo e nella promozione del territorio, e questa infrastruttura è un tassello fondamentale per tutta la Bassa ».
Il cantiere, eseguito dalla ditta Guadagno Emilio, è nel vivo dei lavori, costerà circa 160mila euro e sarà finanziato per metà grazie ad un contributo regionale. «Ma l’obiettivo è partecipare ad un bando analogo - ammette il vice sindaco - per ottenere anche i fondi utili a completare la pista ciclabile sul fiume Panaro». —
F.D.
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