Salvato dall’istinto e dai medici
«Lavandomi le mani dopo una riunione, mi accorgevo che avevo gli occhi arrossati. Il mio primo pensiero è stato quello di aver preso il virus Corona».
È stato l’istinto a salvare Maurizio Gavioli dalle grinfie del Covid. Appurata la febbre alta, Gavioli ha telefonato tempestivamente al suo medico di base e all’ospedale di Vignola viene effettuato il tampone ma viene rimandato a casa per attendere i risultati. «Questa dimissione si dimostrerà gravissima, in quanto sarebbe stato opportuno ricoverarmi immediatamente». Difatti solo due giorni dopo inizia il ricovero, poi il 24 marzo il miracolo di essere in via di guarigione. Tutto merito della professionalità dei medici, di cui Gavioli tesse le lodi bagnando i fogli di lacrime di gratitudine: «Non sono degli eroi, ma degli Dei!». La sua è una storia che dimostra quanto la dedizione e la forza d’animo di tutto l’entourage sanitario abbiano fatto la differenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
