Fascisti e antifascisti Nel libro di Iaccheri l’accordo di salvezza
PAVULLO
Una settantina di persone, domenica a Palazzo Ducale, per la presentazione del primo libro che affronta in maniera sistematica gli anni della guerra civile a Pavullo: “Il Patto”, che in 450 pagine scritte dallo storico e giornalista Giovanni Fantozzi per Adelmo Iaccheri Editore racconta una storia particolare. Ovvero di come negli anni 1943-45 la violenza del conflitto venne frenata da un’intesa di fondo siglata tra le guide locali di fascisti e antifascisti: Bruno Rivaroli da una parte e il comandante partigiano Mario “Armando” Ricci dall’altra.
«Una dinamica singolare al di là degli appiattimenti tra bene e male - ha detto Fantozzi - che non risparmiò alla popolazione le sofferenze della guerra, ma che almeno in parte riuscì a mitigarle, contribuendo a limitare anche l’ondata di violenza omicida dell’immediato dopoguerra».
Grande tessitore dell’accordo l’avvocato Vincenzo Ghibellini, sindaco e podestà dal 1923 al 1933 che si avvicinò all’antifascismo e che nel 1943 col medico Italo Cornia e al vecchio socialista Celso Pirazzini costituì il primo nucleo del Comitato di Liberazione nazionale di Pavullo. Ricco possidente (273 ettari di proprietà tra Pavullo e Castelvetro) era un esponente di quella borghesia nata ai tempi del duca Francesco IV che sapeva mediare in un’ottica di crescita della comunità. Dopo la guerra, finì i suoi anni a Roma da cavaliere e guardia del corpo del Papa.
«È lo studio più completo che sia mai stato fatto di questi anni a Pavullo - ha aggiunto il vicesindaco Daniele Iseppi - un grande ringraziamento a Giovanni per la documentatissima ricerca e ad Adelmo per aver regalato al territorio un’altra gemma».
Iaccheri infatti da 26 anni continua a distinguersi per pubblicazioni «che fanno della sua libreria La Sorgente la sede di fatto del grande assessorato alla Cultura della montagna» come ha detto Gianni Braglia, presidente dell’associazione Terra & Identità. —
D.M.
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