Gazzetta di Modena

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Zocca si spopola «Rotta da invertire con cibo e turismo»

Nicolò Benassi

Dieci anni di calo: persi 422 residenti Preci: «Lottare per riportare vita e servizi» 

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zocca

Il calo demografico non è un problema nuovo per la montagna: è da tempo che si parla a Zocca di spopolamento e di migrazione verso la città. Nel decennio 2009 - 2019 il calo descritto dai dati dell’Anagrafe è dell’8,4 per cento; un valore preoccupante, che nel 2013 vede l’anno peggiore: meno 124 unità rispetto al 2012. Dal 2013 fino al 2019 i dati registrano sempre valori negativi, per arrivare a un minimo di perdita di sole 6 unità nel 2019. Tutto ciò non è abbastanza: i dati degli ultimi 2 o 3 anni posso dare qualche speranza, ma dai 4999 abitanti del 2009, siamo a 4577 nel 2019. Parliamo di 422 persone che non fanno più parte di Zocca.

«La crisi del 2008 ha accelerato la perdita di popolazione - spiega Aldo Preci, capogruppo di “Insieme per Zocca” - e le motivazioni per cui il calo prosegue sono: scarse opportunità occupazionali anche a livelli medio-bassi e scarse opportunità di carriera».

Per meglio capire l’entità del problema, Preci ne chiarisce i contorni: «La questione demografica è origine e conclusione: il numero ridotto di abitanti fa sì che i servizi debbano essere ridimensionati, ma i servizi hanno un punto di caduta sotto al quale non riescono a resistere. Spopolamento e calo economico sono interdipendenti: quest’oggi abbiamo una crisi pesante che dobbiamo tentare di invertire».

Non esistono formule magiche che in poco tempo permettono di risolvere l’ “emorragia”, “ma dobbiamo cercare di tamponarla attraverso mille piccole azioni, se vogliamo rimanere in vita”. Andando più a fondo nel problema, Preci analizza quali sono state le mancanze emerse dagli scorsi anni: «Purtroppo, o non ci sono state abbastanza occasioni, o non c’è stata abbastanza tenacia, ma avremmo dovuto cercare delle attività sostitutive a quelle che venivano a mancare. Oggi dobbiamo riprendere una lotta con gli enti superiori per dare un destino alla montagna e a Zocca. Non possiamo essere solo il giardino della città».

Infine, Preci conclude elencando quali potrebbero essere alcuni settori sui quali investire per ovviare al calo demografico: «Avviare e implementare attività legate al turismo e altre che riguardano la qualificazione di prodotti biologici, come certi formaggi e maiali pregiati e grani naturali. Sono unicità che solo qui si possono produrre, e laddove c’è l’esperienza di uno - insegna l’economia - l’uomo imita e fa il raddoppio. In secondo luogo, noi che abbiamo prodotti di qualità perché dobbiamo commercializzare nella massa? Abbiamo peculiarità che vanno collocate nella nicchia della qualità, partendo da noi». —

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